SCIOPERO PILOTI: IL DISAGIO E LA BEFFA
Firenze, 21 gennaio 2002. Nello sciopero oggi in corso dei piloti di molte compagnie aeree, oltre al disagio, per i passeggeri si e' anche inserita la beffa. I volantini che l'Anpac ha distribuito ieri e oggi, nei quali vengono spiegate le ragioni dello sciopero, si dice che lo stesso viene fatto non per motivi contrattuali o salariali, ma per tutelare l'integrita' psicofisica e l'efficienza del personale di volo, garantendo di conseguenza la sicurezza di chi usa l'aereo. L'agitazione in corso riguarda il personale navigante di tutti i Paesi dell'Ue, per rimarcare che e' inaccettabile la proposta del Parlamento Europeo per introdurre limiti di ore di volo e di servizio che non tengono in considerazione gli ultimi studi sulla fatica operazionale: il limite attuale di 17 ore di lavoro continuativo, previsto in Italia dalle norme in vigore, metterebbe a rischio l'incolumita' degli stessi passeggeri.
E per far meglio capire al Parlamento Europeo, nonche' ai ministri italiani e ai Commissari europei, l'Anpac ha pensato che il metodo migliore fosse quello di bloccare il trasporto aereo. Quindi dovranno spiegare a tutti i passeggeri che incontrano negli aeroporti che devono subire disagi, perdere appuntamenti di lavoro, non partire per le vacanze o per andare a trovare i propri cari . per il loro bene.
Strano concetto di bene, quello che ti viene imposto e non lo scegli direttamente e liberamente.
Quindi il concetto dei piloti che scioperano e' che per far del bene bisogna far male a qualcuno. Che ovviamente non sono loro stessi ma gli utenti del servizio che, siccome non hanno voce e sono considerati solo oggetti delle decisioni altrui, sono la migliore merce di scambio. Con la beffa che vogliono far credere che e' per il bene dei passeggeri. Che se in parte potrebbe anche esser vero (un pilota stanco che guida un aereo non giova ad alcuno), dall'altra parte dimentica di si tratta dello specifico contratto di lavoro del personale che -non lavorando 17 ore continuative al giorno tutti i giorni- vuole sostanzialmente una riduzione dell'orario di lavoro o una diversa distribuzione delle ore. Quindi potrebbe si' essere per la sicurezza dei passeggeri, ma come per la sicurezza di un qualunque passeggero di qualunque autobus urbano, cosi' come succede in occasione di scioperi ai servizi pubblici per rivendicazioni salariali: non sarebbe migliore e piu' sicuro il servizio se l'autista di un autobus fosse piu' soddisfatto della sua retribuzione economica e non, distratto dai problemi economici, mettere a repentaglio la sicurezza di chi trasporta?
Un aspetto che i piloti dell'Anpac volutamente dimenticano, perche' e' la caratteristica di molti scioperi. Ma preferiscono mettere in atto una beffa spacciandosi per angeli del bene pubblico.
Non c'era proprio altro modo per comunicare al Parlamento Europeo la loro contrarieta' a questi orari? Sicuramente c'era e con efficacia magari superiore a quella del blocco dei voli, soprattutto, magari, garantendosi la simpatia dei passeggeri, per esempio, con una petizione sottoscritta dagli stessi e da inviare alle autorita' che possono decidere in materia. Quello che i piloti dell'Anpac invece hanno voluto, e' segnare un grande solco tra loro e i passeggeri. Nella piu' tradizionale operazione di distruzione e abuso dei diritti dei viaggiatori. Ma si sa, i nostri piloti, oltre a considerare il loro sciopero per il bene del passeggero, partono dal presupposto che non tutti i diritti sono uguali. Per cui quello allo sciopero vale doppio rispetto a quello al trasporto.
Beffa numero 2: tutti i cittadini non sono uguali di fronte alla legge, ma quelli piu' arroganti sono piu' uguali degli altri.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
E per far meglio capire al Parlamento Europeo, nonche' ai ministri italiani e ai Commissari europei, l'Anpac ha pensato che il metodo migliore fosse quello di bloccare il trasporto aereo. Quindi dovranno spiegare a tutti i passeggeri che incontrano negli aeroporti che devono subire disagi, perdere appuntamenti di lavoro, non partire per le vacanze o per andare a trovare i propri cari . per il loro bene.
Strano concetto di bene, quello che ti viene imposto e non lo scegli direttamente e liberamente.
Quindi il concetto dei piloti che scioperano e' che per far del bene bisogna far male a qualcuno. Che ovviamente non sono loro stessi ma gli utenti del servizio che, siccome non hanno voce e sono considerati solo oggetti delle decisioni altrui, sono la migliore merce di scambio. Con la beffa che vogliono far credere che e' per il bene dei passeggeri. Che se in parte potrebbe anche esser vero (un pilota stanco che guida un aereo non giova ad alcuno), dall'altra parte dimentica di si tratta dello specifico contratto di lavoro del personale che -non lavorando 17 ore continuative al giorno tutti i giorni- vuole sostanzialmente una riduzione dell'orario di lavoro o una diversa distribuzione delle ore. Quindi potrebbe si' essere per la sicurezza dei passeggeri, ma come per la sicurezza di un qualunque passeggero di qualunque autobus urbano, cosi' come succede in occasione di scioperi ai servizi pubblici per rivendicazioni salariali: non sarebbe migliore e piu' sicuro il servizio se l'autista di un autobus fosse piu' soddisfatto della sua retribuzione economica e non, distratto dai problemi economici, mettere a repentaglio la sicurezza di chi trasporta?
Un aspetto che i piloti dell'Anpac volutamente dimenticano, perche' e' la caratteristica di molti scioperi. Ma preferiscono mettere in atto una beffa spacciandosi per angeli del bene pubblico.
Non c'era proprio altro modo per comunicare al Parlamento Europeo la loro contrarieta' a questi orari? Sicuramente c'era e con efficacia magari superiore a quella del blocco dei voli, soprattutto, magari, garantendosi la simpatia dei passeggeri, per esempio, con una petizione sottoscritta dagli stessi e da inviare alle autorita' che possono decidere in materia. Quello che i piloti dell'Anpac invece hanno voluto, e' segnare un grande solco tra loro e i passeggeri. Nella piu' tradizionale operazione di distruzione e abuso dei diritti dei viaggiatori. Ma si sa, i nostri piloti, oltre a considerare il loro sciopero per il bene del passeggero, partono dal presupposto che non tutti i diritti sono uguali. Per cui quello allo sciopero vale doppio rispetto a quello al trasporto.
Beffa numero 2: tutti i cittadini non sono uguali di fronte alla legge, ma quelli piu' arroganti sono piu' uguali degli altri.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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