Lunedì 13 luglio 2026
Menu

SCIOPERO DELLE POSTE. CONTRO CHI? SICURAMENTE CONTRO GLI UTENTI

Comunicato ·

Firenze, 15 Maggio 2003. Domani gli uffici postali saranno chiusi e tutti i relativi servizi saranno sospesi. I dipendenti delle Poste, per vedersi rinnovato un contratto che e' scaduto gia' dl dicembre 2001, hanno deciso di utilizzare questa forma di protesta nei confronti del loro datore di lavoro, cioe' lo Stato (nella fattispecie il ministero dell'Economia, azionista unico della societa' cosiddetta privatizzata).

Quindi, per un problema di 150 mila persone nei rapporti con lo Stato, a pagare saranno 57 milioni di italiani che domani non riceveranno posta e non potranno usufruire dei servizi di questi uffici che gestiscono corrispondenza e risparmio.

Una doppia incoscienza: di chi sciopera e di chi non rispetta le scadenze. Con l'aggravante per quest'ultimo -il ministero dell'Economia- che dovrebbe fare gli interessi di tutti i cittadini, ma che, per la sua dabbenaggine costringe gli utenti del servizio postale a subire questo sciopero.

Pur comprendendo i motivi che inducono i dipendenti delle Poste ad arrivare a questa forma estrema di manifestazione, non condividiamo affatto i metodi. Perche', alla fine, sono solo penalizzanti gli utenti, che, in quanto tali, possono solo subire le decisioni altrui. Confermando che sono solo ostaggi delle decisioni sindacali da una parte, e delle deficienze dello Stato dall'altra.

Sembra assurdo che nel 2003 ci debbano essere ancora tutti i cittadini che devono subire l'assenza di servizi unici gestiti dallo Stato. E per di piu' in una situazione in cui l'azienda Poste ha bilanci in attivo. Ma e' quanto ci viene prospettato senza alternative. Che le politiche nei confronti dei diritti degli utenti e dei consumatori siano subalterne a quelle di altri diritti (sindacali in questo caso), non e' una novita'. Ma una tragica realta', che da' il segno della infima considerazione che lo Stato (principale responsabile di aver trascinato la situazione contrattuale fino a questo punto) ha dei diritti di tutti i cittadini.

Ci saremmo aspettati un guizzo civico da parte dei sindacati, non ricorrendo a questa forma estrema, ma possiamo solo prendere atto che anche in questa occasione i sindacati hanno premesso i loro interessi di parte a quelli di tutta la popolazione, allineandosi al metodo dello Stato. Cioe' di considerare sudditi tutti coloro che usufruiscono di un servizio.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →