SOFFERENZA MARCHE DA BOLLO
QUANDO AL MINISTERO DELL'ECONOMIA PRENDERANNO ATTO CHE SIAMO GIA' IN TEMPO DI EURO E NON DI SEMPLICE TRADUZIONE DEI VALORI DELLE LIRE? A QUANDO L'ABOLIZIONE DELLE MARCHE DA BOLLO? LETTERA DELL'ADUC AL MINISTRO DELL'ECONOMIA
Firenze, 22 Gennaio 2002. Il presidente dell'Aduc ha inviato la seguente lettera al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Dopo piu' di un anno dall'introduzione dell'euro e a quasi un anno dalla circolazione di questa valuta come unica, ci sono ancora tante incongruenze che, sommate alle vecchie, rendono la vita ancor piu' difficile ai contribuenti. E siccome sappiamo che tra i principali intenti del suo ministero c'e' quello, invece, di semplificare e facilitare, ci sentiamo stimolati a ricordarle e presentarle alcune questioni.
Stiamo parlando delle marche da bollo.
Ogni tanto si sente qualcuno che vorrebbe abolirle e semplificare la vita a tabaccai e contribuenti, facendo pagare a questi ultimi il tributo dovuto direttamente all'ufficio presso cui consegna la pratica. Ma sembra che questa sia fantascienza e non un semplice atto utile a chiunque.
A questa situazione difficile, aggravandola, sta dando il suo contributo la nostra nuova valuta: i prezzi delle marche da bollo sono diventati la pura conversione dei vecchi prezzi in lire. Situazione che poteva essere comprensibile nel periodo della doppia circolazione, ma oggi no. Per cui i contribuenti hanno a che fare con marche dai costi tipo: 0,77; 0,78; 2,46; 2,87; 3,10; 3,62; 3,70; 4,65; 4,93; 5,16; 6,19; 6,20; 7,23; 8,26; 10,32; 12,39; 15,49. Ironia della sorte, non ce n'e' una che sia una cifra tonda. La contabilita' diventa complicata, allungando i tempi di ognuno: contribuente, rivenditore e amministratore. Ha mai visto una coda da un tabaccaio quando vende queste marche? Gia' la difficolta' dell'euro .. sembra una tortura per chi acquista, chi vende e chi aspetta il suo turno in fila.
E che per il momento non ci sia una volonta' dell'Amministrazione per sopperire a questa complicazione, e' dimostrato dal fatto che, solo lo scorso 26 ottobre 2002 (come da pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento n.252), a euro "consolidato", sono stati disposti i nuovi importi delle marche da bollo cosi' come sopra riportati.
Ovviamente non le stiamo chiedendo di arrotondare cosi' come hanno fatto i commercianti, ma, da saggia amministrazione, compensando da una parte o dall'altra in modo che le cifre tonde non diventino una penalizzazione ne' per il contribuente ne' per lo Stato.
Noi le chiediamo anche un atto piu' radicale: l'abolizione delle marche. Sostituite dal pagamento dei tributi cosi' come abbiamo detto sopra. Ma nel frattempo un provvedimento semplificante, proprio per la sua semplicita' e immediatezza d'applicazione (l'abolizione comporterebbe l'istituzione e la distribuzione di nuove funzioni agli uffici amministrativi, e ci vorrebbe piu' tempo), sarebbe quantomeno un primo gesto di disponibilita'.
Vincenzo Donvito
Firenze, 22 Gennaio 2002. Il presidente dell'Aduc ha inviato la seguente lettera al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.
Dopo piu' di un anno dall'introduzione dell'euro e a quasi un anno dalla circolazione di questa valuta come unica, ci sono ancora tante incongruenze che, sommate alle vecchie, rendono la vita ancor piu' difficile ai contribuenti. E siccome sappiamo che tra i principali intenti del suo ministero c'e' quello, invece, di semplificare e facilitare, ci sentiamo stimolati a ricordarle e presentarle alcune questioni.
Stiamo parlando delle marche da bollo.
Ogni tanto si sente qualcuno che vorrebbe abolirle e semplificare la vita a tabaccai e contribuenti, facendo pagare a questi ultimi il tributo dovuto direttamente all'ufficio presso cui consegna la pratica. Ma sembra che questa sia fantascienza e non un semplice atto utile a chiunque.
A questa situazione difficile, aggravandola, sta dando il suo contributo la nostra nuova valuta: i prezzi delle marche da bollo sono diventati la pura conversione dei vecchi prezzi in lire. Situazione che poteva essere comprensibile nel periodo della doppia circolazione, ma oggi no. Per cui i contribuenti hanno a che fare con marche dai costi tipo: 0,77; 0,78; 2,46; 2,87; 3,10; 3,62; 3,70; 4,65; 4,93; 5,16; 6,19; 6,20; 7,23; 8,26; 10,32; 12,39; 15,49. Ironia della sorte, non ce n'e' una che sia una cifra tonda. La contabilita' diventa complicata, allungando i tempi di ognuno: contribuente, rivenditore e amministratore. Ha mai visto una coda da un tabaccaio quando vende queste marche? Gia' la difficolta' dell'euro .. sembra una tortura per chi acquista, chi vende e chi aspetta il suo turno in fila.
E che per il momento non ci sia una volonta' dell'Amministrazione per sopperire a questa complicazione, e' dimostrato dal fatto che, solo lo scorso 26 ottobre 2002 (come da pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento n.252), a euro "consolidato", sono stati disposti i nuovi importi delle marche da bollo cosi' come sopra riportati.
Ovviamente non le stiamo chiedendo di arrotondare cosi' come hanno fatto i commercianti, ma, da saggia amministrazione, compensando da una parte o dall'altra in modo che le cifre tonde non diventino una penalizzazione ne' per il contribuente ne' per lo Stato.
Noi le chiediamo anche un atto piu' radicale: l'abolizione delle marche. Sostituite dal pagamento dei tributi cosi' come abbiamo detto sopra. Ma nel frattempo un provvedimento semplificante, proprio per la sua semplicita' e immediatezza d'applicazione (l'abolizione comporterebbe l'istituzione e la distribuzione di nuove funzioni agli uffici amministrativi, e ci vorrebbe piu' tempo), sarebbe quantomeno un primo gesto di disponibilita'.
Vincenzo Donvito
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