Studenti colpiti dal terremoto: diritti e consigli dell'Aduc
Ci scrive una studentessa dell'Ateneo de L'Aquila descrivendoci la situazione critica di chi, "forestiero", studia nel capoluogo abruzzese e, sottomesso alle logiche di chi specula sulle loro necessita', oggi si ritrova ad affrontare un dopo-terremoto che non sembra abbia molta cura di persone come lei. Riportiamo la lettera e la nostra risposta che -pubblicate nella rubrica "Cara Aduc" sul sito Internet dell'associazione- sono significative e drammatiche di un'Italia che, purtroppo, visto il passato, promette tanto ma da' poca speranza.
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Ciao sono una studentessa dell’Universita' dell’Aquila scampata per miracolo dal terremoto del 06/04/2009.
Volevo chiedere una informazione...
noi studenti universitari siamo sempre stati la risorsa maggiore della citta' dell’Aquila e siamo sempre stati trattati a pesci in faccia e anche adesso, dopo questa tragedia immane e dopo la morte di tanti studenti universitari, il ferimento e lo shock subito da quelli piu' fortunati (tipo me che miracolosamente sono riuscita a fuggire da casa mentre le scale crollavano e il palazzo di fronte casa mia si disintegrava), non veniamo considerati quasi per nulla!!!!
Noi abbiamo perso tutto, a partire dalle mutande fino ad arrivare alla tranquillita' necessaria per dormire la notte; e' dalla notte del terremoto che non dormo non riesco neanche a guardarlo il letto, perche' durante il terremoto stavo dormendo e sono stata svegliata dal letto che ballava e i calcinacci del soffitto che mi cadevano addosso. Noi studenti siamo vivi solo fisicamente, abbiamo perso amici, ricordi, oggetti di prima necessita' ma soprattutto la serenita' e la speranza per il nostro futuro.
Perche' un genitore dopo tanti sacrifici per far studiare il proprio figlio deve ritrovarselo morto sotto le macerie di case non a norma??????
Perche' noi studenti sopravvissuti per miracolo non veniamo neanche considerati e se abbiamo bisogno di un supporto per superare il trauma, ci dobbiamo arrangiare da soli??????
Io mi rendo conto che per ora la priorita' e' per le persone residenti in l’Aquila, ma anche noi eravamo li', anche noi come loro abbiamo perso tutto (io personalmente ho perso amici, colleghi universitari, documenti importanti, denaro, lavoro, tutto cio' che avevo in casa quindi anche ricordi di persone che non ci sono piu' e che niente e nessuno potra' mai restituirmi, ma soprattutto ho perso la sicurezza, la tranquillita', la voglia di andare avanti e lottare per il mio futuro…..), perche' per noi nessuno ha fatto e sicuramente fara' nulla???? Sicuramente andra' a finire come sempre, noi non verremo neanche considerati e ai nostri padroni di casa (che sapevano bene quali erano le condizioni dei TUGURI che ci affittavano profumatamente e che vivevano tutti in case ben costruite nelle zone limitrofe e nuove della citta') verrà restituita una casa nuova con la quale continueranno a lucrare, alle spalle dei poveri studenti, senza denunciare nulla.
Cosa possiamo fare per tutelarci???
La ringrazio e le chiedo scusa per il disturbo.
Luisa
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la nostra risposta
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Ciao sono una studentessa dell’Universita' dell’Aquila scampata per miracolo dal terremoto del 06/04/2009.
Volevo chiedere una informazione...
noi studenti universitari siamo sempre stati la risorsa maggiore della citta' dell’Aquila e siamo sempre stati trattati a pesci in faccia e anche adesso, dopo questa tragedia immane e dopo la morte di tanti studenti universitari, il ferimento e lo shock subito da quelli piu' fortunati (tipo me che miracolosamente sono riuscita a fuggire da casa mentre le scale crollavano e il palazzo di fronte casa mia si disintegrava), non veniamo considerati quasi per nulla!!!!
Noi abbiamo perso tutto, a partire dalle mutande fino ad arrivare alla tranquillita' necessaria per dormire la notte; e' dalla notte del terremoto che non dormo non riesco neanche a guardarlo il letto, perche' durante il terremoto stavo dormendo e sono stata svegliata dal letto che ballava e i calcinacci del soffitto che mi cadevano addosso. Noi studenti siamo vivi solo fisicamente, abbiamo perso amici, ricordi, oggetti di prima necessita' ma soprattutto la serenita' e la speranza per il nostro futuro.
Perche' un genitore dopo tanti sacrifici per far studiare il proprio figlio deve ritrovarselo morto sotto le macerie di case non a norma??????
Perche' noi studenti sopravvissuti per miracolo non veniamo neanche considerati e se abbiamo bisogno di un supporto per superare il trauma, ci dobbiamo arrangiare da soli??????
Io mi rendo conto che per ora la priorita' e' per le persone residenti in l’Aquila, ma anche noi eravamo li', anche noi come loro abbiamo perso tutto (io personalmente ho perso amici, colleghi universitari, documenti importanti, denaro, lavoro, tutto cio' che avevo in casa quindi anche ricordi di persone che non ci sono piu' e che niente e nessuno potra' mai restituirmi, ma soprattutto ho perso la sicurezza, la tranquillita', la voglia di andare avanti e lottare per il mio futuro…..), perche' per noi nessuno ha fatto e sicuramente fara' nulla???? Sicuramente andra' a finire come sempre, noi non verremo neanche considerati e ai nostri padroni di casa (che sapevano bene quali erano le condizioni dei TUGURI che ci affittavano profumatamente e che vivevano tutti in case ben costruite nelle zone limitrofe e nuove della citta') verrà restituita una casa nuova con la quale continueranno a lucrare, alle spalle dei poveri studenti, senza denunciare nulla.
Cosa possiamo fare per tutelarci???
La ringrazio e le chiedo scusa per il disturbo.
Luisa
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la nostra risposta
la questione e' complessa, ma si parte da un presupposto semplice: chi le affitta una casa e' responsabile della stabilita', dell'integrita' e della salubrita' della stessa. E se l'assenza di queste prerogative le provoca dei danni, lei e' legittimata ad agire per il risarcimento. Quindi lei ha anche diritto ad avere la caparra indietro perche' la casa non e' piu' disponibile nelle condizioni di salubrita' in cui le era stata affittata (o quelle in cui dicevano lo fosse, visto che e' poi crollata). La procedura di richiesta per i danni parte da una messa in mora:
clicca qui
Ma al presupposto semplice, come detto, si affianca una questione complessa: il disastro che lei ha ben descritto nella sua lettera. Questo per dirle che, senza far passare molto tempo, occorre comunque prenderne un po' per capire l'andazzo generale dell'intervento dello Stato che, in teoria, siccome non e' scevro da responsabilita' della propria amministrazione (locale, regionale e centrale) nelle conseguenze del terremoto, dovrebbe intervenire a salvaguardia di tutti.clicca qui
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