TURISMO ALBERGHIERO IN CRISI?
ABBASSATE I PREZZI, MOLTIPLICATE LE OFFERTE, CIOE' ENTRATE NEL MERCATO E NON VIVETE SOLO DI RENDITA
Firenze, 24 Giugno 2003. Il bilancio di Federalberghi per i primi 6 mesi di quest'anno ha registrato una perdita complessiva di 1 miliardo di euro. Presentandolo, il presidente Bernabo' Bocca, ha rilevato come non sia un fenomeno connesso ad un calo del turismo in generale, ma che, invece, "manca il turista che pernotta". La richiesta che viene avanzata e' quella tradizionale di diversi settori quando sono in questa situazione: la riduzione dell'aliquota Iva, oggi al 10%, perche' sia competitiva con quella di altri Paesi a forte vocazione turistica simile alla nostra, come la Francia (5,5%) e la Spagna (7%). Infine la Federalberghi ci fa sapere che i prezzi, rispetto all'anno scorso, sono sostanzialmente rimasti invariati.
Ovviamente noi auguriamo che riescano a farsi diminuire l'aliquota Iva, perche' provvedimenti di diminuzione di qualunque tassa, non ci possono che trovare d'accordo.
Ma il problema non e' solo quello, anzi ci sembra proprio marginale, soprattutto perche' la riduzione dell'Iva riguarderebbe solo i bilanci degli alberghi, ma non il loro rapporto con i clienti, che' sicuramente non ne avrebbero un beneficio economico diretto da questo tassa meno cara. Rapporto economico con i clienti che, invece, e' la questione fondamentale.
E' probabilmente vero che i prezzi non sono cambiati rispetto all'anno scorso, ma cos'era successo l'anno scorso? La follia degli aumenti legati all'introduzione dell'euro non ha risparmiato questo settore. E seppur con tempi non immediati, ora ne paga le conseguenze. Per cui non si possono sempre cercare le soluzioni nel proprio rapporto con il Fisco e con lo Stato, ma bisogna anche guardarsi addosso, e capire, per esempio, che oggi, mediamente, dormire in un albergo che non sia una catapecchia, e' troppo costoso. Altrimenti la diminuzione a cosa sarebbe legata?
Quindi l'invito -utile per chi propone come per chi consuma- e' di allargare gli orizzonti della creativita' dell'offerta economica: abbassare i prezzi, moltiplicare le offerte, cioe' entrare nel mercato e non vivere di solo rendita.
Il consumatore, grazie alla sua aumentata consapevolezza e al forte calo del potere d'acquisto del suo portafoglio da quando siamo in regime di euro, non premia l'immobilita' dei prezzi. Il consumatore va conquistato a partire dal primo tassello accattivante: il prezzo piu' basso e interessante. E senza sminuire la qualita'.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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