VELTRONI E LA CLASS ACTION. LA BANALITA' DEL NULLA SERVE SOLO ALLA POLITICA POLITICANTE
Firenze, 21 Novembre 2007. L'intervento del segretario del Sindaco/segretario Walter Veltroni sulla prima pagina del quotidiano IlSole24Ore di oggi sulla class action, avrebbe potuto essere una buona occasione di dialogo e confronto fra le diverse posizioni di coloro che vorrebbero introdurre l'azione giudiziaria collettiva. Le posizioni da conciliare non mancano e l'aver avuto a disposizione la pagina del quotidiano della Confindustria avrebbe potuto essere buona occasione.
L'emendamento approvato in Senato stabilisce il potere anticostituzionale di pochi a promuovere questa azione giudiziaria, nonche' la totale impraticabilita' dell'eventuale sentenza positiva che, per diventare denaro sonante, ha davanti a se' il vaglio di sette gradi di giudizio in alternativa agli abituali tre... alla faccia della semplificazione....
Senza entrare nei particolari della questione e pur restando nei principi generali, il Sindaco/segretario ne avrebbe avuto da dire e puntualizzare. Ma, per l'appunto, "avrebbe". Walter Veltroni ha scelto la banalita' del nulla, cioe' la class action e' utile e occorre trovare strumenti per evitarne gli abusi. C'e' forse qualcuno da qualche parte che possa non condividere questi due "assiomi" del Sindaco/segretario? Confindustria e' d'accordo. I fans dell'emendamento Manzione/Bordon approvato in Senato sono d'accordo. Siamo d'accordo anche noi che siamo tutt'altro che favorevoli all'emendamento senatoriale (1). Immaginiamo sara' d'accordo anche il frequentatore del primo bar che troviamo a cui spieghiamo di cosa si sta disquisendo. E allora, a cosa serve la "posizione" di Veltroni? A nostro avviso, per quanto riguarda la class action e l'eventuale modifica dell'emendamento del Senato, non serve a nulla. Serve invece alla politica politicante, cioe' al ponte che il Sindaco/segretario cerca di consolidare nei propri rapporti con i confindustriali; ponte per il quale gli interessi dei potenziali truffati/fruitori della class action c'entrano come il famoso cavolo a merenda. E' solo un'occasione come un'altra, solo che in questo momento si parla di class action e Veltroni ha colto la palla a volo, e poi, per un politico, parlare a favore dei diritti dei consumatori fa sempre "figo"... altra cosa, invece -diciamo noi- approvare norme che siano alla bisogna e non solo fumo negli occhi.
Peccato. Veltroni e il suo partito hanno perso un'occasione per far capire agli italiani che "democratico" non e' un vezzo estetico di uno dei tanti abiti del potere, ma avrebbe potuto essere l'aggettivo di un metodo dove i cittadini e i consumatori sono soggetti e non sudditi da amministrare con la vacuita' e la finzione.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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