Lunedì 8 giugno 2026
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Cannabis terapeutica: Palermo chiede alla Sicilia di allinearsi alle norme nazionali

U.E. - ITALIA
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Foto: Thought Catalog — Unsplash (Unsplash License (libero uso))

Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato un ordine del giorno a sostegno dell'ampliamento delle patologie per cui è possibile accedere alla cannabis terapeutica in Sicilia, chiedendo che la normativa regionale venga adeguata a quella nazionale. Il provvedimento è stato promosso dai consiglieri Gianluca Inzerillo e Alberto Mangano e sottoscritto da diversi consiglieri aderenti al Comitato traspartitico "Esistono i Diritti".

Al centro della questione c'è una disparità concreta: la normativa regionale siciliana limita l'accesso alla cannabis terapeutica a un numero di patologie più ristretto rispetto a quanto stabilito dal Decreto del Ministero della Salute del 9 novembre 2015, noto come "Decreto Lorenzin". Il risultato è che pazienti siciliani con prescrizione medica si trovano a dover sostenere costi elevati di tasca propria per terapie che in altre regioni italiane vengono invece garantite dal Servizio sanitario nazionale.

 

Con l'approvazione dell'ordine del giorno, il sindaco Roberto Lagalla è stato formalmente impegnato a trasmettere questa posizione alla Presidenza della Regione Siciliana e all'Assessorato regionale della Salute, sollecitando un intervento normativo urgente. Il documento è stato ufficialmente inviato dal presidente del Consiglio comunale, Giulio Tantillo, al sindaco, al segretario generale e al vice segretario generale del Comune.

 

A esprimere soddisfazione è stato lo stesso consigliere Inzerillo, già presidente del consiglio generale del Comitato "Esistono i Diritti", che ha definito l'atto "un sostegno politico e istituzionale chiaro a questa battaglia di civiltà". Eleonora Gazziano, già copresidente del Comitato, ha ricordato che l'iniziativa "nasce dall'esigenza di garantire ai pazienti siciliani pari opportunità di accesso a terapie già riconosciute dallo Stato italiano". Il presidente del Comitato, Gaetano D'Amico, ha a sua volta rivolto un appello al presidente della Regione, Renato Schifani, affinché aggiorni la normativa regionale mettendo "al centro i diritti dei pazienti e il principio di equità nell'accesso alle cure".

 

Come riporta Il Moderatore, l'iniziativa ha già ottenuto il sostegno di oltre duecento personalità del mondo della cultura, dello spettacolo, dell'avvocatura e della politica. Spetterà ora all'Assessorato della Salute valutare se aggiornare le direttive vigenti o mantenere l'attuale disciplina restrittiva.

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