Lunedì 8 giugno 2026
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CPR in Italia: il secondo rapporto TAI presentato a Potenza

U.E. - ITALIA
Notizia ·

Il 5 giugno 2026, al Polo Bibliotecario di Potenza, è stato presentato il secondo rapporto di monitoraggio sui Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) in Italia, elaborato dal Tavolo Asilo e Immigrazione (TAI). Come riportano ANSA Basilicata e Le Cronache Lucane, l'iniziativa ha visto la partecipazione di Arci Basilicata, Asgi, Antigone, Libera Basilicata, Rete comunità solidali, Cgil Potenza e della Garante provinciale delle persone private della libertà, Carmen D'Anzi.

Il rapporto è frutto di visite effettuate nel corso del 2025 in dieci centri sul territorio nazionale: Bari, Brindisi, Caltanissetta, Gradisca d'Isonzo, Macomer, Milano, Palazzo San Gervasio, Roma, Torino e Trapani. La presentazione in Basilicata si è concentrata in particolare sulla situazione del CPR di Palazzo San Gervasio, unico centro della regione e già in passato al centro di episodi di cronaca.

Nel 2025 il centro di Palazzo San Gervasio ha ospitato 84 persone trattenute, tutte uomini, a fronte di una capienza massima di 128 e di una capienza effettiva di 104 posti. Un solo trattenuto risultava richiedente asilo, mentre la metà era stata fermata dalle forze dell'ordine per posizione irregolare sul territorio. I paesi di provenienza comprendono Algeria, Colombia, Cuba, Egitto, Gambia, Marocco, Moldavia, Nigeria, Perù, Romania e Tunisia.

Dopo una visita ispettiva effettuata nell'ottobre 2025, il rapporto descrive condizioni abitative compromesse: celle fatiscenti, ambienti degradati con segni evidenti di incuria, spazi ricreativi interni senza alcuna apertura verso l'esterno e servizi igienici in stato di forte sporcizia. Si denuncia inoltre la disponibilità di un solo telefono cellulare ogni otto trattenuti, con conseguenti difficoltà di contatto con familiari e avvocati e frequenti tensioni. Il diritto alla salute viene sistematicamente negato, con richieste di assistenza medica respinte richiamando le lunghe liste d'attesa della sanità pubblica.

La posizione espressa dai soggetti presenti alla presentazione è netta: i CPR sono luoghi di sospensione dei diritti fondamentali, incompatibili con i principi dello Stato di diritto e inefficaci rispetto agli obiettivi dichiarati. Il TAI li definisce "istituzioni totali", richiamando l'esperienza basagliana: strutture chiuse e segreganti che trasformano la privazione della libertà in uno strumento di controllo sociale. A livello nazionale, nel 2024 solo il 10,4% dei provvedimenti di allontanamento è stato eseguito tramite CPR, mentre oltre la metà dei posti risultava inutilizzabile.

Carmen D'Anzi, Garante dei diritti delle persone private della libertà della Provincia di Potenza e coordinatrice nazionale del Forum dei Garanti, ha definito il CPR di Palazzo San Gervasio "luogo disumano e degradante, in cui vige la detenzione amministrativa in assenza di reato", sottolineando la presenza di persone che vivono in Italia da molti anni, fermate sul luogo di lavoro per permessi scaduti, o trasferite direttamente dal carcere al centro di detenzione amministrativa. Silvia Bubbico della Cgil Potenza ha rimarcato la necessità di ragionare in termini sistemici, connettendo tutela dei diritti al lavoro, lotta allo sfruttamento e politiche di regolarizzazione. La richiesta conclusiva dei promotori dell'evento è la chiusura definitiva dei CPR.

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