Venerdì 5 giugno 2026
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Denatalità. Il caso polacco

U.E. - POLONIA
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All'interno del dibattito sulla denatalità, Lisander ha ospitato questa settimana due contributi riguardanti il caso polaccoOlivier Bault, ricercatore dell'Istituto Ordo Iuris di Varsavia, ha tracciato un bilancio impietoso di un decennio di politiche nataliste in Polonia e Ungheria: nonostante spese record, il tasso di fecondità polacco è crollato a 1,09 nel 2025, il minimo storico dal dopoguerra. I trasferimenti economici, per quanto generosi, non bastano a invertire tendenze culturali profonde. A questa analisi si è intrecciata la riflessione di Monika Grygiel, che ha spostato il piano del discorso dalla statistica all'antropologia: finché la maternità sarà vissuta come scelta individuale anziché come compito sociale e generazionale, nessuna primavera demografica sarà possibile. Generare un figlio, ha argomentato Grygiel, implica il riconoscimento di un debito di vita ricevuto e la volontà di trasmetterlo: un atto che presuppone identità, appartenenza e fiducia nel futuro - tutte risorse che nessun sussidio statale può sostituire.

(Istituto Bruno Leoni - IBL)

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