Fecondazione. Cresce il ricorso alla pma. Istat
"L'invecchiamento della distribuzione delle donne in età feconda è correlato con un crescente ricorso, negli anni più recenti, alla procreazione medicalmente assistita (Pma). In Italia la Pma è disciplinata dalla legge del 19 febbraio 2004, numero 40, che stabilisce le Norme in materia di procreazione medicalmente assistita con successive sentenze della Corte costituzionale che l'hanno progressivamente modificata. Il Registro nazionale Pma dal 2006 raccoglie i dati relativi ai trattamenti eseguiti nei centri autorizzati dalle Regioni. Escludendo il 2020, anno in cui la pandemia ha determinato la sospensione o il rinvio di molte procedure, i dati mostrano un forte incremento del ricorso alla Pma: il numero dei trattamenti è passato da 63.585 nel 2005 a 109.755 nel 2022 (+72,6%)". E' quanto emerge dal Rapporto annuale Istat per il 2025, che scatta una fotografia della situazione del Paese sotto ogni aspetto, dall'economia alla salute. "Nel medesimo periodo - si legge - il tasso di successo è raddoppiato, passando dal 16,3% al 32,9%. Anche l'età media delle donne che ricorrono a queste tecniche è aumentata, da 34 anni nel 2005 a 37 anni nel 2022 (contro i 35 anni della media europea del 2019), e la percentuale di donne con più di 40 anni è salita dal 20,7% al 33,9% (rispetto al 21,9% in Europa nel 2019). L'eliminazione dell'obbligo di trasferire in utero tutti gli embrioni generati ha inoltre ridotto il numero medio di embrioni impiantati, passato da 2,3 a 1,3, con una conseguente diminuzione dei parti gemellari, scesi dal 23,2% al 5,9%".
"Il numero di bambini nati vivi grazie alla Pma - prosegue il report - è cresciuto da poco più di 12mila nel 2013 a oltre 16mila nel 2023 (+33,1%). In rapporto al totale dei nati vivi, la quota di quelli concepiti con Pma è salita dal 2,4% nel 2013 al 4,3 nel 2023. A partire dai 40 anni di età delle madri, il numero di nascite da Pma cresce in modo sostenuto, raggiungendo il picco dai 50 anni in poi, quando il 76% delle nascite avviene grazie a tecniche di fecondazione assistita. Nel 2023 il 38,2% dei nati da Pma aveva una madre con più di 40 anni, una percentuale in costante aumento rispetto al 27,6% del 2013. Complessivamente, la quota di nati vivi da Pma tra le donne di 40 anni e più è passata dall'8,5% nel 2013 al 18,2% nel 2023. L'età media delle donne divenute madri tramite Pma è di 38 anni, rispetto ai 32 anni per le nascite naturali". "Nel 2023 - continua l'Istat - l'81% dei nati da Pma era un primogenito, rispetto al 49,1% del totale dei nati. Inoltre, il 7,1% di tutte le nascite di primo ordine è avvenuto con Pma, (33,5 % per le madri con 40 anni e più). La Pma è meno diffusa tra le madri straniere rispetto alle italiane, sebbene il ricorso sia in crescita, con un maggiore utilizzo dopo i 45 anni. Infine, sia per la tendenza delle donne più istruite a posticipare la gravidanza, sia per fattori culturali ed economici, si riscontra un maggiore ricorso alla Pma da parte delle donne con alto livello di istruzione: nel 2023, il 6,2% delle nascite da madri laureate è avvenuto con Pma, contro il 2,2% delle donne con bassa scolarità". (Adnkronos Salute)
"Il numero di bambini nati vivi grazie alla Pma - prosegue il report - è cresciuto da poco più di 12mila nel 2013 a oltre 16mila nel 2023 (+33,1%). In rapporto al totale dei nati vivi, la quota di quelli concepiti con Pma è salita dal 2,4% nel 2013 al 4,3 nel 2023. A partire dai 40 anni di età delle madri, il numero di nascite da Pma cresce in modo sostenuto, raggiungendo il picco dai 50 anni in poi, quando il 76% delle nascite avviene grazie a tecniche di fecondazione assistita. Nel 2023 il 38,2% dei nati da Pma aveva una madre con più di 40 anni, una percentuale in costante aumento rispetto al 27,6% del 2013. Complessivamente, la quota di nati vivi da Pma tra le donne di 40 anni e più è passata dall'8,5% nel 2013 al 18,2% nel 2023. L'età media delle donne divenute madri tramite Pma è di 38 anni, rispetto ai 32 anni per le nascite naturali". "Nel 2023 - continua l'Istat - l'81% dei nati da Pma era un primogenito, rispetto al 49,1% del totale dei nati. Inoltre, il 7,1% di tutte le nascite di primo ordine è avvenuto con Pma, (33,5 % per le madri con 40 anni e più). La Pma è meno diffusa tra le madri straniere rispetto alle italiane, sebbene il ricorso sia in crescita, con un maggiore utilizzo dopo i 45 anni. Infine, sia per la tendenza delle donne più istruite a posticipare la gravidanza, sia per fattori culturali ed economici, si riscontra un maggiore ricorso alla Pma da parte delle donne con alto livello di istruzione: nel 2023, il 6,2% delle nascite da madri laureate è avvenuto con Pma, contro il 2,2% delle donne con bassa scolarità". (Adnkronos Salute)
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