Venerdì 12 giugno 2026
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IPTV pirata smantellata a Crotone: 4 denunciati e sanzioni per quasi 2.800 utenti

U.E. - ITALIA
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Un'importante operazione della Guardia di Finanza ha portato allo smantellamento di una rete di streaming illegale in Calabria. Come riporta Key4biz, i finanzieri del Comando Provinciale di Crotone — con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma — hanno individuato tre centrali di smistamento illegale del segnale IPTV, il cosiddetto "pezzotto", tutte operanti nella città pitagorica e gestite da quattro cittadini italiani.

 

Le centrali consentivano l'accesso abusivo ai contenuti audiovisivi a pagamento delle principali piattaforme digitali e satellitari: Sky, DAZN, NOW, Netflix, Disney+ e Spotify. Gli abbonamenti pirata venivano venduti a prezzi compresi tra 10 e 40 euro, con tanto di servizio di assistenza tecnica ai clienti in caso di problemi di visione, replicando nei fatti il modello operativo delle piattaforme legali.

 

Le indagini sono partite dall'analisi di segnalazioni di operazioni sospette trasmesse dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma. A insospettire gli investigatori erano state le causali di alcuni bonifici, nelle quali compariva la dicitura "IBO PLAYER PRO", un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti e installabile su smartphone, smart TV, computer e altri dispositivi. Da lì è stata avviata una più ampia indagine finanziaria che ha permesso di ricostruire l'intera filiera: dagli "head-provider" — i gestori dei server sorgente — ai "reseller" incaricati della rivendita degli abbonamenti, fino agli utenti finali.

Gli accertamenti, estesi su tutto il territorio nazionale, hanno permesso di identificare almeno 2.769 clienti residenti in 43 province italiane. I proventi illeciti accumulati attraverso il sistema sono stati quantificati in circa 650.000 euro. Secondo la Guardia di Finanza, parte di queste somme sarebbe stata reinvestita nell'economia legale e in criptovalute, nel tentativo di occultarne la provenienza illecita.

 

Al termine dell'operazione, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Crotone Domenico Guarascio, i quattro responsabili sono stati denunciati per gravi violazioni del copyright, della proprietà intellettuale e per il reato di autoriciclaggio. È stato inoltre eseguito il sequestro preventivo di beni per un valore complessivo di circa 650.000 euro. Nei confronti dei quasi 2.769 utenti finali identificati, nelle prossime settimane saranno notificate sanzioni amministrative con importi variabili da 154 a 5.000 euro, questi ultimi previsti per le forme più gravi di recidiva. L'operazione, indicata come una delle prime di tale portata sul territorio calabrese, si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari: le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel successivo contraddittorio processuale con le difese.

L'indagine si inserisce nelle più ampie attività di contrasto alla pirateria audiovisiva digitale, sviluppate anche in previsione dei prossimi Mondiali di calcio FIFA 2026.

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