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Museo itinerante sulle politiche in materia di droghe
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Articolo di Redazione
15 maggio 2017 16:20
 
 Dopo una rimarchevole presenza a New York ad aprile del 2016, la mostra internazionale itinerante del Museo delle politiche in materia di droghe, fara’ la sua prima tapa a Montréal dal 15 al 17 maggio, nell’ambito della 25ma Conferenza internazionale sulla riduzione del danno in corso in questi giorni, prima di proseguire verso l’Europa. Con la formula “museo in una scatola”, i visitatori potranno ammirare 41 opere di artisti locali e internazionali che spiegheranno in quale modo le politiche in materia di droghe influiscono sui nostri amici, i nostri famigliari e le nostre societa’.
Questo spazio culturale sponsorizzato alla Open Society Foundation, e’ stato inaugurato l’anno scorso nell’ambito della Sessione straordinaria dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sulla problematica mondiale della droga. Il Muso propone un’esperienza forte ed emotiva mostrando i pregiudizi causati dalle politiche attuali di proibizione, e presenta anche i nuovi approcci su dignita’, salute e diritti dell’uomo.
“Questa esposizione mette in luce l’impatto umano e sulla salute che hanno le politiche in materia di droga, in modo tale che sarebbe difficile mostrare con l’aiuto di studi e di una presentazione di PowerPoint. Gli artisti le cui opere sono esposte, ci dimostrano che i dati scientifici non sono sufficienti, e che dobbiamo ricorrere ad altri metodi per stimolare l’impegno nel modo in cui noi trattiamo le droghe e le persone che le consumano”, spiega Daniel Wolfe, direttore del programma internazionale sulla riduzione dei danni della Open Society Foundation.
Il Museo delle politiche in materia di droghe mette in mostra le opere di una ventina di artisti contemporanei di ogni parte del mondo, tra cui Tracy Hetzel, acquarellista della serie di ritratti “The Execution Series”, che presenta cinque persone che sono state giustiziate dopo essere state riconosciute colpevoli di reati legali alle droghe, o ancora dei ritratti della serie “At last... rest”, che Zefrey Throwell ha creato a partire dalle ceneri del suo defunto genitore, Douglas Throwell, che contiene tracce di metamfetamina, volendo essere anche un memoriale profondamente personale nonche’ una testimonianza degli effetti nefasti di questa droga.
Ann Lewis, artista ed attivista multidisciplinare conosciuta con lo pseudonimo Gilf!, espone essenzialmente un’opera partecipativa unica sulle vittime della crisi degli oppiacei che colpisce attualmente il Canada.
“Artisti come Anne Lewis permettono di illustrare in modo forte delle realta’ che altrimenti passerebbero inosservate, perche’ sono difficili da presentare e farle rientrare nelle statistiche. L’idea di esporre le opere di artisti in un “museo dentro una scatola”, illustra anche la premessa della Open Society Foundation sul fatto che le soluzioni a queste complesse problematiche devono anche riflettere un approccio innovativo”, precisa Michael Skolnik, PDG di The Soze Agency, l’agenzia che ha concepito il Museo delle politiche in materia di droghe.
Saranno anche esposte le opere di artisti del Quebec che hanno collaborato al giornale L’Injecteur, dell’Associazione del Quebec per la promozione della salute delle persone consumatrici di droghe.
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