Condono. Il regalo dello Stato e il difficile compito delle associazioni di consumatori
Lo scorso 24 ottobre è entrato in vigore il decreto sulla cosiddetta pace fiscale. L’ennesimo condono che tutti i governi, indipendentemente da quanto hanno promesso in campagna elettorale e indipendentemente dalle loro cosiddette buone intenzioni, hanno messo in atto. Quest’anno, sarà perché il governo è espressione di uno schieramento un po’ diverso dai soliti, sarà perché le aspettative diffuse erano per una politica diversa da quelle precedenti (costantemente accusate di essere permissive e lassiste), sarà perché per la prima volta c’è l’annullamento d’ufficio di alcuni crediti della pubblica amministrazione, l’attenzione dei contribuenti in materia sembra maggiore e, soprattutto, più estesa.Noi siamo un’associazione di consumatori e tutti i giorni dispensiamo informazioni e consigli anche sui rapporti tra il contribuente e la pubblica amministrazione. Ma mai come in questi giorni ci è capitato di vedere accentuata l’attenzione verso questa “opportunità”. Anche da parte di persone che, per conoscenza regressa o per loro dichiarazioni di fede, mai avrebbero preso in considerazione di raggiungere il cosiddetto popolo dei condonati: cioè, e sono la maggior parte, coloro che fanno ricorso contro una qualche richiesta presunta illegittima da parte della pubblica amministrazione o di un privato solo dopo che - sottoposta la questione ad una nostra analisi - gli viene detto che secondo noi loro hanno ragione e il richiedente ha torto. E’ bene ricordare che quello dei ricorsi contro multe e bollette è un mondo “strano”, pieno di offerte di chi si propone come capace di trovare sempre ed ovunque il cavillo per annullare una qualche richiesta, anche in presenza di richieste o cartelle o bollette ineccepibili; e visto il livello di pretese “per fare cassa”, insieme a quelle di veri e propri errori, che spesso la pubblica amministrazione avanza, nonché gli altrettanti veri e propri furti che talvolta i gestori di servizi tipo tlc ed energia cercano di perpetrare su utenti che loro ritengono disinformati ed imbecilli… il terreno è fertile.
Noi di Aduc – ripetiamo – analizziamo i singoli casi e consigliamo di muoversi solo in caso di errore o tentativo di furto della controparte.
Ma il nostro granitico convincimento civico e di rispetto istituzionale, oggi si confronta con l’avanzamento della cultura che, in altri tempi, sarebbe stata chiamata dei “furbetti”, ma che oggi sembra essere quella del “io-non-sono-fesso”.
Per capire, uno dei tanti esempi.
Cittadino ad Aduc. Buongiorno. Mi è arrivata una richiesta di pagamento da parte del Comune perché non avevo pagato la mensa alla scuola della figliola. Che faccio, condono?
Interlocuzione di Aduc. Ma, aveva pagato o no, a suo tempo? Oppure c’era una qualche esenzione che non era stata presa in considerazione o che lei si era dimenticato di citare?
Cittadino. No. Avrei dovuto pagare e non l’ho fatto perché …..
Interlocuzione di Aduc. E perché non vuole pagare, anche le penali, visto che comunque erano previste e lei lo sapeva?
Cittadino. Beh, non sono mica fesso. Con questo condono…
Interlocuzione di Aduc. Noi, se i soldi li doveva, consigliamo di pagare, magari verificando che le sanzioni siano quelle dovute e non abbiano strafatto. Comunque, faccia lei. Il condono oggi in corso non riguarda la finanza locale, a meno che i singoli comuni o regioni non aderiscano... ed è troppo presto per sapere chi vi ha aderito o meno. E poi, chi lo dice che nel frattempo non facciano un'estensione o cose del genere? Se vuole essere ligio e a posto con la sua coscienza civica, visto che lei non ha pagato, deve farlo. Poi, fra qualche mese o qualche anno si ritrova che chi non ha pagato ha fatto bene, visto che potrà non pagare in assoluto o farlo in seguito e senza penali e magari anche con lo sconto. Faccia lei. E' come una roulette, ma non più di tanto. Buonasera.
Qui un nostro articolo che spiega questo condono
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