Diritto riconoscimento figli. Quando la Corte Costituzionale è ‘costretta’ a sostituirsi al legislatore
Per nascere e morire e vedersi riconosciuti i propri diritti, sembra proprio che debba essere necessario un giudice piuttosto che una legge.
Oggi la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il divieto di riconoscimento madre figlio nato con Pma. Un importante ed ennesimo intervento della Corte su questioni per le quali il nostro sistema legislativo non interviene. Ci sovviene la necessità di legiferare in materia di suicidio assistito, per la quale si stanno muovendo le Regioni, Toscana in primis, per evitare, in mancanza di legge nazionale, che esista il diritto, sancito dalla Corte, ma non l’esercizio disciplinato dalla legge.
La legge della Toscana è stata impugnata dal governo nazionale, che ha ritenuto di procedere così piuttosto che legislativamente o sollecitando il legislatore.
Un precedente che ci fa capire come, anche nel caso della sentenza di oggi, c’è da aspettarsi di tutto al fine del boicottaggio di questo principio/diritto sancito dalla Suprema Corte.
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