Mercoledì 22 luglio 2026
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Salute mentale come diritto umano: urgono più fondi e dialogo pubblico

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La salute mentale è un diritto umano fondamentale, ma nel mondo milioni di persone continuano a non ricevere cure adeguate. Lo sottolinea l'Human Rights Research Center (HRRC), che in occasione del mese dedicato alla sensibilizzazione sulla salute mentale (maggio 2026) ha ribadito la necessità di rimuovere lo stigma sociale e di garantire investimenti pubblici stabili nei servizi di assistenza psicologica e psichiatrica.

 

Secondo l'HRRC, i tassi di disagio mentale sono in crescita, con una pressione particolare sui giovani esposti alle dinamiche digitali e sociali. In questo contesto, la rimozione dello stigma diventa una priorità imprescindibile: finché chi soffre di un disturbo mentale rischia di essere giudicato o discriminato, le barriere all'accesso alle cure rimarranno altissime. I governi, ammonisce il Centro, devono impegnarsi in finanziamenti duraturi e non episodici per i servizi di salute mentale.

 

Il quadro internazionale offre dati preoccupanti. Secondo l'Ufficio dell'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani (OHCHR), più del 75% delle persone affette da disturbi mentali, neurologici o da uso di sostanze nei paesi a basso e medio reddito non riceve alcun trattamento; in molti stati, solo il 2% della spesa sanitaria pubblica è destinato alla salute mentale. Più di una persona su dieci nel mondo è utente attuale o potenziale di servizi di salute mentale, ma l'accesso a cure appropriate e rispettose dei diritti rimane gravemente limitato.

 

Le organizzazioni internazionali insistono sulla necessità di abbandonare approcci coercitivi e biomedici — basati sulla sola diagnosi, sulla somministrazione di farmaci e sulla riduzione dei sintomi — a favore di modelli centrati sulla persona e radicati nei diritti umani. Storicamente, le persone con disabilità psicosociali sono state sottoposte a pratiche di segregazione, istituzionalizzazione e isolamento; le normative vigenti spesso non affrontano i determinanti sociali ed economici della salute mentale, perpetuando discriminazioni e violazioni dei diritti.

 

Il Mese della consapevolezza sulla salute mentale, fondato nel 1949 da Mental Health America, ha oggi valenza globale: è un'occasione per coalizzare istituzioni, operatori sanitari, organizzazioni civili e cittadini attorno all'obiettivo di garantire a tutti il diritto alla migliore salute mentale raggiungibile — un diritto che include la protezione dai fattori di rischio, l'accesso a cure di qualità, e il rispetto della libertà, dell'autonomia e dell'inclusione nella comunità.

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