Violenze istituzionali. Un peso e due misure. Israele, e poi?

Dopo le violenze del ministro del governo israeliano Itamar Ben-Gvir sui partecipanti alla Flotilla fermati e portati nelle carceri israeliane, la Francia ha deciso di vietare l’ingresso di questo ministro sul proprio territorio. Una ritorsione di scarso valore pratico ma molto simbolica, viste le condanne in quasi tutto il mondo e, in particolare anche dallo stesso governo a cui il ministro della Sicurezza Nazionale appartiene.
Al momento non sappiamo di altri Paesi o dell’Ue che abbiano deciso provvedimenti simili.
Siamo sensibili alle violenze perpetrate dalle autorità pubbliche che, a nostro avviso, soprattutto in un Paese democratico come Israele, dovrebbero sempre dare il buon esempio di rispetto degli individui e delle loro opinioni.
Ma abbiamo l’impressione che nel nostro caso si tratti di “un peso e due misure”, una decisione presa per la specificità del ministro Ben-Gvir e non per lo sdegno che chiunque dovrebbe provare in casi del genere.
Non abbiamo preso atto da nessuna parte, Francia e tutti i Paesi che non applicano la pena di morte, di uno sdegno o di un qualche provvedimento per i ministri sauditi che approvano le decapitazioni pubbliche. O per i dirigenti della Repubblica islamica dell’Iran che, tra gestione dell’ordine pubblico e sentenze di tribunali, giustiziano con la morte centinaia di persone. O le sanzioni per i dirigenti della Repubblica di Turchia che incarcerano scrittori e giornalisti le cui colpe (quando si sanno) sono di non essere in armonia col regime del presidente Erdogan.
Tutti liberi di entrare in Francia e continuare con le loro attività nei propri Paesi.
Abbiamo l’impressione che, limitando le proprie decisioni ad un ministro del governo israeliano, la Francia e quelli che dovessero seguire altrettanto esempio, non facciano altro che alimentare il pregiudizio antisraeliano e antisemita che, al pari, dei conflitti bellici in corso, sta destabilizzando certezze e sicurezze in tutto il mondo.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc