GLI AUMENTI DEI PREZZI, IL COMUNE DI FIRENZE … E NON SOLO
CONSOLIDARE I BLOCCHI O RILANCIARE IL MERCATO E L’ECONOMIA?
Firenze, 10 Settembre 2002. E’ molto probabile che il consiglio comunale di Firenze approvi una mozione del gruppo della Margherita in cui si chiede al Sindaco di fare pressioni per modificare il paniere dell’Istat in modo che dia numeri piu’ rispondenti alla realta’ dei consumi e degli aumenti dei prezzi, di promuovere l’accordo di alcune associazioni di consumatori con la Confesercenti per i prezzi bloccati fino alla fine dell’anno per alcuni prodotti, nonche’ di istituire una commissione per controllare i prezzi.
Noi ci auguriamo che il consiglio comunale non approvi una mozione del genere, cosi’ come e’ stata presentata. Perche’ sarebbe solo il trionfo della demagogia, che e’ il contrario di quello che una amministrazione oggi potrebbe fare per dare il suo contributo alla questione.
Va bene il sollecito all’Istat per l’ammodernamento dei suoi indici, ma al di la’ delle parole non ci sarebbe di meglio che una attenta e meticolosa verifica di come questi rilevamenti vengono fatti nella citta’, fornendo, di conseguenza, numeri e consigli pratici, fino alla denuncia di cio’ che palesemente distorce la realta’.
E sulla mozione ci fermeremmo qui.
Perche’ i prezzi bloccati con i bollini della Confesercenti, al livello alto a cui questi prezzi sono giunti oggi, sono solo un regalo agli speculatori e una pubblicita’ gratuita a chi ha promosso questa inutile iniziativa. Tra l’altro una pubblicita’ che puzza di ingannevole, perche’ non c’e’ niente in questa iniziativa che possa garantire il consumatore se non, come sempre, la fiducia in questo o quell’altro commerciante: chi si mette il bollino sulla vetrina e poi viola gli accordi, per esempio, non paga questa violazione, a differenza del consumatore che, invece, paga sempre.
La commissione per controllare i prezzi non sappiamo cosa voglia dire. Quali poteri avrebbe, se per leggi nazionali e regionali non c’e’ alcuno che possa avere un potere in materia? A che serve una commissione senza poteri? Ci sembra che sia solo per mettersi una medaglietta sul petto … appunto demagogia.
Invece il Comune potrebbe si’ fare delle cose concrete, non demagogiche.
A partire dalla riduzione di tutte le tasse che gravano sul settore del commercio e sulla minimalizzazione di quelle che, come l’Ici, gravano pesantemente sulle tasche dei consumatori, mortificando la loro potenzialita’ di spesa e di consumo. Significa, cioe’, partire dal presupposto non della difesa dei privilegi e del loro consolidamento (come, a tutti gli effetti, e’ la storia del bollino blu della Confesercenti), ma dal rilancio della mobilita’ monetaria, commerciale ed economica. I minori introiti dalle rendite di posizione sarebbero compensati dall’aumento di quelli per i maggiori consumi e acquisti.
Ma questi non sono provvedimenti demagogici, e partono dal presupposto di una fiducia in ognuno (consumatori, imprenditori, commercianti) per il rilancio di una economia di mercato, con risultati sul tempo lungo e che, percio’ non richiamano i titoli cubitali come nel caso di provvedimenti demagogici ….
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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