AUMENTO PREZZI: IL PANIERE? FUMO NEGLI OCCHI
Roma, 4 settembre 2002. Il paniere di trenta prodotti contro l'aumento dei prezzi, individuato dall'accordo fra il Comune di Roma e le associazioni commercianti, e' fumo negli occhi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- e i motivi sono presto detti. Innanzitutto la stalla e' stata chiusa quando i buoi erano gia' fuggiti. Esempio? Prendiamo in esame due prodotti di stagione, melanzane e peperoni. A luglio, le melanzane hanno subito una diminuzione dei costi al produttore del 9% al mentre al dettaglio aumentavano del 35%; i peperoni al contadino venivano pagati il 4,4% in meno mentre al dettaglio crescevano del 30% (1). L'aumento e' dovuto al mondo del commercio. Le modalita' con cui si attua il blocco dei prezzi dei prodotti in paniere diciamo che fa sorridere, per non dire altro. In sostanza si tratta di offerte di sconto, vengono cioe' proposti prezzi scontati per alcuni prodotti, sui quali verra' applicato un bollino, deciso dai commercianti giorno per giorno e negozio per negozio! Ci chiediamo, tra l'altro, chi effettuera' i controlli visto che il Comune non e' attrezzato per l'operazione. Saranno gli stessi commercianti? Della serie: oste com'e' il vino? Il paniere dei prezzi bloccati ha invece tutt'altro valore: significa che per un determinato periodo tutti i prodotti interessati non subiscono aumenti di prezzo. Ma non e' cosi'! I commercianti faranno quello che hanno sempre fatto: la merce invenduta sara' offerta ad un prezzo piu' basso. E ci vuole il bollino del Comune per coprire questa operazione? E chi ne sosterra' i costi?
Insomma la solita menata!
Schematizziamo i ricarichi ricordati:
Melanzane: prezzo al produttore -9%, prezzo al consumo +35%
Peperoni: prezzo al produttore -4,4$, prezzo al consumo +31%
(1) Fonte: Ismea
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