Martedì 14 luglio 2026
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AUTOVELOX

Comunicato ·
LA FINE DEI DIRITTI, QUELLO ALL'INFORMAZIONE E ALLA CERTEZZA DEL DIRITTO?

Firenze, 19 ottobre 2002. La dannazione autovelox continua ad essere tale. Infatti queste macchinette sono la fonte maggiore di guadagno per molte amministrazioni che, per far rispettare il codice della strada e garantire la sicurezza di ognuno, usano il solo deterrente delle multe. E, anche se il codice della strada dice che se uno circola ad una velocita' superiore a quella consentita, oltre che multato, andrebbe subito fermato per non nuocere a se stesso e agli altri, gli accertatori molto spesso ne guardano bene dal farlo. Una situazione su cui si e' sviluppata una enorme giurisprudenza che spesso ha dato ragione ai ricorrenti.
Dallo scorso 1 agosto la situazione e' leggermente cambiata. Nel pacchetto di riforma del codice della strada (quello "dei fari accesi": 121/2002, convertito nella legge 168/2002), l'obbligo di fermo immediato e' stato derogato nei casi in cui la presenza degli autovelox e' segnalata, su strade che il Prefetto ha indicato come abilitate a cio'. Un metodo che, se sfoltisce la ressa di ricorsi (talvolta solo furbetti da parte dell'automobilista), comunque garantisce informazione e sicurezza, perche' un cartello che avvisa di questa presenza e' sicuramente un fondamentale deterrente per l'automobilista che sta violando i limiti imposti, e quindi, tornando in questi limiti contribuisce a ripristinare condizioni di sicurezza per ognuno.
Ma al ministero degli Interni non sono soddisfatti di questa legge. Per cui lo scorso 3 ottobre hanno emanato una circolare (prot. N.300/A/1/54584/101/3/3/9) in cui, oltre a varie indicazioni sulla privacy dei rilevamenti con autovelox e telecamere, forniscono le proprie direttive a prefetture e polizie municipali su come informare gli automobilisti per gli accertamenti in corso. E il diritto all'informazione se ne va a ramengo. Peggio, perche' diventa una sorta di beffa. Per il ministero, informare gli automobilisti sulla presenza di un autovelox, non deve necessariamente avvenire con un cartello fisso tradizionale, ma vanno bene anche "pannelli a messaggi variabili, comunicati scritti o volantini consegnati all'utenza, annunci radiofonici o da parte dei mass-media, etc.". Dove questo "etc." finale, considerato che siamo in una direttiva ministeriale, a nostro avviso rende bene il concetto di certezza del diritto a cui il ministero fa riferimento. Cioe' la casualita' dell'accertatore.
Considerati i precedenti di come l'autovelox e' stato utilizzato dalle varie amministrazioni, con tanto di giudici (fino alla Cassazione) che hanno dato molto spesso ragione ai ricorrenti contro queste amministrazioni, ci sembra che questa circolare non aiuti, ma peggiori la situazione. Sempre che l'intenzione dell'amministrazione sia anche quella di far rispettare il codice della strada in armonia con gli amministrati, e non solo quella di incassare soldi dalle multe. Perche' se l'intenzione prevalente e' solo quest'ultima, il metodo e' ottimo: avremo una intensificazione della situazione attuale, con milioni di automobilisti che mesi e mesi dopo l'infrazione riceveranno a casa la notifica di una multa che fa riferimento a situazioni di cui non hanno piu' memoria e, soprattutto, in cui sono stati una minaccia per la sicurezza di se stessi e di ognuno senza che alcuno (compreso un cartello) gli rammentasse di desistere da quel comportamento a rischio. Insomma se la norma serve solo a punire, la circolare del ministero va bene. Anzi diciamo che sarebbe meglio che il legislatore levasse completamente dal codice l'obbligo al fermo immediato, e quindi si risparmiasse inchiostro e personale che si cimenta nelle piu' fantasiose ritorsioni lessicali e interpretative per disattivare questo obbligo. Se invece la norma serve ad educare e far si' che ognuno sia piu' sicuro, specialmente nel momento in cui c'e' il pericolo (cioe' quando l'infrazione e' in corso), sara' bene che questa parte della nostra circolare venga soppressa, a partire dagli "eccetera".
Comunque e' una circolare che, pur se autorevole, rimane tale. Nella legge rimane scritto solo che l'utenza deve essere informata. Per cui un giudice eventualmente adito potrebbe dire che la propria interpretazione e' il perfetto contrario, facendo riferimento al fatto che, per esempio, nell'ambito del codice della strada e' abituale informare con dei cartelli piuttosto che con dei comunicati diffusi da una radio o con un "eccetera". Ma il ministero degli Interni di adopera per cercare lavoro per giudici gia' di per se' in crisi di intasamento, nonche' per l'arricchimento di Comuni che mettono in bilancio preventivo anche gli importi da multe di autovelox, o per la sicurezza e l'educazione stradale?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc



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