CETRIOLO? NO GRAZIE
SUCCESSO DELLA CAMPAGNA DI BOICOTTAGGIO
IL PREZZO DIMINUISCE DEL 28%
Roma, 30 agosto 2002. Cetriolo? No grazie. La campagna di boicottaggio del cetriolo ha avuto pieno successo: il prezzo e' diminuito del 28%, passando da 1,40 euro a 1 euro. L'iniziativa si e' svolta per una settimana, dal 22 al 29 agosto. Nonostante i sorrisi maliziosi e di sufficienza che hanno accompagnato l'iniziativa -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- la proposta ha trovato il consenso dei consumatori che ne hanno compreso il significato. Non si puo' spiegare diversamente la riduzione del prezzo perche' i tempi, una settimana, sono stati troppo stretti per attribuirla ad eventi climatici, all'aumento della produzione o a una variazione di consumi stagionali. E' la risposta che i cittadini danno a quanti propongono cartelli, intese, alleanze e patti che l'esperienza ha dimostrato essere ampiamente disattesi. Ed e' un segnale alle istituzioni, a livello nazionale e locale, che insistono nel proporre inefficaci e controproducenti blocchi dei prezzi. Occorre restituire ai cittadini il loro potere di scelta e quindi di determinare il mercato.
L'idea nacque dall'analisi dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli e il cetriolo e' stato l'emblema della distorsione del mercato. Il ricarico attuale, dal produttore al consumatore, cioe' quanto entrava nelle tasche di intermediari e commercianti, era del 483%. Il tutto mentre alla produzione i prezzi, da un anno all'altro, diminuivano del 56%. Alla faccia delle gelate e della siccita'.
E' bene che si parta, dicevamo. Siamo partiti e proseguiremo.
BLOCCO DEI PREZZI
IL RISPARMIO PER LE FAMIGLIE SARA' DI 9 CENTESIMI AL GIORNO
Roma, 31 agosto 2002. Il risparmio delle famiglie italiane per il blocco dei prezzi? Nove centesimi al giorno. Il calcolo e' presto fatto -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- perche' l'unica conseguenza immediata riguardera' l'elettricita', cui le famiglie non possono fare a meno. Calcolando una bolletta di 150 euro mensili, la sospensione dell'1,7% produce un risparmio di 2,55 euro al mese, vale a dire 9 centesimi al giorno. Che dire? Una presa in giro? Una mossa propagandistica? Una decisione che ha altre finalita'? Sta di fatto che il provvedimento arriva tardivo e sbagliato, come purtroppo accade da sempre in Italia, dove un Governo, nazionale e locale (lo abbiamo visto in questi giorni con i vari protocolli di intesa con le associazioni di produttori e commercianti), non previene i problemi ma li rincorre, che e' esattamente l'opposto di quello che dovrebbe fare. Il Governo, nazionale e locale, ha assistito immobile alle furbizie del mondo del commercio, che ha approfittato del passaggio all'euro per aumentare i prezzi, molti dei quali diminuivano alla produzione. E' bastata una nostra piccolissima iniziativa su un prodotto ortofrutticolo, il cetriolo (prego signori, sorridete), perche' il prezzo diminuisse del 28% in una settimana. Bene altre armi hanno a disposizione le (in)competenti Autorita'! Rimangono inoltre irrisolti altri problemi quali la liberalizzazione di alcuni servizi. L'Enel e' ancora in mano pubblica e l'elettricita' costa di piu' che nel resto d'Europa, le aziende municipali per la nettezza urbana agiscono in regime di monopolio e le citta' rimangono sporche. Che dire?
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