Comune di Roma. Consigliere diplomatico per il Sindaco? Lettera di Mastrantoni ad Alemanno
In relazione alla presenza di un consigliere diplomatico presso il Sindaco di Roma, il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, ha scritto una lettera al primo cittadino della capitale. Ecco il testo.
Signor Sindaco,
siamo venuti a conoscenza che il Comune di Roma, ovvero il suo Ufficio, si e' dotato di un consigliere diplomatico.
Francamente non ne comprendiamo il motivo.
Un Sindaco e' un pubblico amministratore che deve far funzionare la "macchina comunale" e rendere servizi alla cittadinanza: strade in ordine e pulite, trasporti efficienti, illuminazione pubblica diffusa, asili nido operanti, attivita' culturali stimolanti, ecc.
Tutto questo, a nostro parere, ha poco o punto a che fare con un consigliere diplomatico. Vero e' che anche il suo predecessore aveva un consigliere diplomatico ma e' altrettanto vero che si occupava molto di "tappeti rossi" e poco del quarto mondo che metteva radici nella citta' ed e' andata a finire come tutti sanno. Vero e' che i presidenti delle regioni Piemonte, Liguria, Campania e Lazio si sono dotati di un consigliere diplomatico della qual nomina, egualmente, non ne comprendiamo il significato, in particolare di queste due ultime, alle prese con i problemi di rifiuti e sanita', dei quali farebbero bene ad occuparsene. Proseguire con questo andazzo non ci appare un segno di mutamento e di buon governo della citta'. Ci permettiamo di suggerirle che, se proprio vuole, un "consiglio diplomatico" lo puo' chiedere al ministero degli Affari Esteri che, tra l'altro, ha un titolare della sua stessa compagine politica.
In attesa di un segnale, cogliamo l'occasione per farle gli auguri di buon, speriamo, lavoro.
Signor Sindaco,
siamo venuti a conoscenza che il Comune di Roma, ovvero il suo Ufficio, si e' dotato di un consigliere diplomatico.
Francamente non ne comprendiamo il motivo.
Un Sindaco e' un pubblico amministratore che deve far funzionare la "macchina comunale" e rendere servizi alla cittadinanza: strade in ordine e pulite, trasporti efficienti, illuminazione pubblica diffusa, asili nido operanti, attivita' culturali stimolanti, ecc.
Tutto questo, a nostro parere, ha poco o punto a che fare con un consigliere diplomatico. Vero e' che anche il suo predecessore aveva un consigliere diplomatico ma e' altrettanto vero che si occupava molto di "tappeti rossi" e poco del quarto mondo che metteva radici nella citta' ed e' andata a finire come tutti sanno. Vero e' che i presidenti delle regioni Piemonte, Liguria, Campania e Lazio si sono dotati di un consigliere diplomatico della qual nomina, egualmente, non ne comprendiamo il significato, in particolare di queste due ultime, alle prese con i problemi di rifiuti e sanita', dei quali farebbero bene ad occuparsene. Proseguire con questo andazzo non ci appare un segno di mutamento e di buon governo della citta'. Ci permettiamo di suggerirle che, se proprio vuole, un "consiglio diplomatico" lo puo' chiedere al ministero degli Affari Esteri che, tra l'altro, ha un titolare della sua stessa compagine politica.
In attesa di un segnale, cogliamo l'occasione per farle gli auguri di buon, speriamo, lavoro.
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