CONDONI E GIUBILEO
Roma, 9 settembre 2002. E' indubbio che i condoni facciano a pugni con lo Stato di diritto, come e' altrettanto indubbio che i condoni premiano i furbi a discapito degli onesti. Purtroppo -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- e' la nostra storia, passata e recente, ad essere scadenzata da condoni, di volta in volta appellati con differenti sinonimi: grazie, amnistie, remissioni, perdoni, esoneri, annullamenti e abbuoni. E di volta in volta le parti in questione sostengono o contrastano l'iniziativa, in un esatto alternarsi dei ruoli. Fu cosi' per il condono edilizio del 1987 e del 1994, e' stato cosi' per la sanatoria sull'immigrazione clandestina, che in verita' riguardava anche coloro che davano lavoro a immigrati non in regola, altrettanto per le amnistie, ecc. Questa dei condoni l'abbiamo nel sangue da quando Bonifacio VIII indisse il primo Giubileo nel 1300. Nella tradizione cattolica e' un grande evento (tralasciamo la storia di Martin Lutero), e' l'anno della remissione dei peccati e delle pene per i peccati. E' per l'appunto un Grande Condono. Chi ha rubato non solo e' perdonato (per questo basta la confessione) ma si vede annullare le pene. Questo evento viene festeggiato e finanziato con apposite leggi statali e regionali. Che dire dei prossimi condoni fiscali, previdenziali ed edilizi? Che andrebbero festeggiati! Il tutto ovviamente non c'azzecca per niente con il diritto. Nella patria di Arlecchino e Pulcinella cosa volete che sia!
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