Martedì 14 luglio 2026
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I CONSUMI DEL SOCIAL FORUM A FIRENZE

Comunicato ·
LA MORTIFICAZIONE DEL DIRITTO AL CONSUMO E AL COMMERCIO

Firenze, 22 ottobre 2002. La Fiepet/Confesercenti di Firenze ha diffuso un elenco di "prodotti eticamente incompatibili" con i convegnisti del Social Forum che si riuniranno nella capitale toscana il prossimo mese. Ai commercianti a cui l’ha inviato, l’associazione ha chiesto di non venderli in quei giorni, e per questo potranno fregiarsi del simbolo distintivo di "Firenze citta’ aperta", mentre un elenco di questi negozi verra’ distribuito ai convegnisti perche’ li privilegino nei loro consumi in quei giorni.
Abbiamo gia’ detto che, siccome il 10% dei ricavati di questi negozi andra’ poi agli organizzatori del convegno (che –ci fanno sapere- sara’ devoluto in beneficenza), per noi questa percentuale si configura come un PIZZO: non obbligatorio, cosi’ come non e’ obbligatorio il PIZZO che si paga alla mafia e simili, ma che, in entrambi i casi, non pagandolo ci si potrebbe esporre alle ire di chi lo chiede.
Come associazione di consumatori siamo contenti quando ci sono buone occasioni perche’ i consumatori siano tali, e in quest’ottica abbiamo creduto di vedere anche la presenza di tanti ragazzi che verranno al convegno del Social Forum: con tanto di commercianti che dovrebbero essere contenti perche’ dovrebbero vendere di piu’, e con il beneplacito e soddisfazione dell’amministrazione locale e regionale che dovrebbe fare un servizio a produttori, commercianti e consumatori.
Non a caso, pero’, abbiamo usato il condizionale. Perche’ viste le premesse (l’elenco dei "prodotti eticamente incompatibili" e chi si e’ prestato alla sua diffusione) ci viene qualche dubbio. Le condizioni minime perche’ un mercato sia tale, e’ che ci sia liberta’ di offerta e di scelta, e che ognuno, individualmente, si comporti di conseguenza. Soprattutto senza la minaccia di chi, per esempio, ritiene piu’ consono ai propri comportamenti consumare un prodotto piuttosto che un altro. Dov’e’ la minaccia, al di la’ di quella di ipotetiche violenze sulle strutture dei negozi senza il distintivo, o l’eventuale chiusura degli stessi negozi per non esporsi? E’ una minaccia di carattere strettamente consumeristico. Perche’ per quei commercianti che non aderiranno all’iniziativa della Fipe/Confesercenti non si intravedono guadagni dalla presenza dei convegnisti. Presenza che comunque ognuno dovra’ subire per il rallentamento complessivo di una citta’ non adatta a questi mega-raduni. E quindi a chi giova? Solo a chi avra’ il bollino della Fiepet/Confesercenti. Infatti, se i convegnisti si fossero fatti un loro elenco di prodotti etici e l’avessero distribuito per conto proprio, non ci sarebbe stato niente da dire; ma il fatto che distribuzione e promozione sia avvenuta tramite una associazione di commercianti e la federazione dei pubblici esercizi, rende il fatto dannoso.
Infine, sempre perche’ difendiamo i diritti al consumo e a vendere, facciamo un parallelo con quanto avverra’ nei prossimi giorni a Madrid, in occasione della visita del presidente iraniano Mohammad Khatami in Spagna. Quest’ultimo non siedera’ al desco del re di Spagna, perche’ Juan Carlos si e’ rifiutato di escludere il vino (simbolo di una produzione leader del suo Paese nel mondo) dalla sua tavola: la sua religione vieta a Khatami di bere alcolici, e anche di stare accanto a chi lo fa. Il presidente iraniano, quindi, ospite di un altro Paese pretende che questo si adegui alle sue abitudini, e non viceversa, come logica ed educazione minima insegnerebbero. Gli organizzatori del Social Forum vanno nella citta’ di Firenze, che li ospita facendogli pagare in modo simbolico le strutture ricettive ad ogni livello, ma per consumare "impongono" a chi li ospita di adeguarsi alle loro abitudini. Dov’e’ la differenza? Cos’hanno in comune gli organizzatori del Social Forum e il presidente della Repubblica islamica dell’Iran? Per noi si chiama arroganza. Che nello specifico fiorentino si traduce in mortificazione del diritto al consumo e al commercio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc



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