Giovedì 25 giugno 2026
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Crif, quanto costa interrogare la banca dati? L'Antitrust accoglie denuncia dell'Aduc e fa rimborsare il maltolto

Comunicato ·
 La denuncia di Aduc e' partita a giugno del 2011: dal sito www.crif.it il consumatore puo' interrogare la banca dati, compilando un modulo, per sapere se risulti segnalato fra i cattivi pagatori. Il servizio e' gratuito se risultano iscrizioni mentre e' a pagamento nel caso in cui dall'interrogazione non emerga nessuna informazione creditizia. In buona sostanza, se interroghi la banca dati “a vuoto” paghi 10 euro.
L'informazione sulla onerosita' del servizio e sul relativo costo era pero' ben nascosta nei meandri del sito: per trovarla, bisognava spulciare il sito con pazienza certosina. Il consumatore compilava quindi il modulo, convinto che il servizio fosse gratuito, e se non c'erano segnalazioni su di lui si vedeva –poi– presentare il conto da Crif: 10 euro richiesti “a sorpresa” .
L'Antitrust, come pubblicato sul bollettino odierno ha disposto:
a) che la società CRIF S.p.A. pubblichi, a sua cura e spese, gli impegni assunti ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo, secondo le seguenti modalità:
1) il testo degli impegni da pubblicare è quello riportato nell’allegato 2 al presente provvedimento (ndr. non vengono richiesti i soldi a chi ancora li deve e vengono rimborsati quelli che hanno gia pagato);
2) il predetto testo dovrà essere pubblicato per trenta giorni consecutivi nella home page del sito internet www.crif.it del professionista, con adeguata evidenza grafica, entro trenta giorni dall’avvenuta comunicazione del presente provvedimento;
b) che la pubblicazione dovrà essere preceduta dalla comunicazione all'Autorità della data in cui la stessa avrà luogo e dovrà essere seguita, entro tre giorni, dall'invio all'Autorità di una copia contenente la schermata della home page del sito internet www.crif.it con la predetta pubblicazione.
In caso di inottemperanza alla delibera, l'Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 5.000.000 di euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.”

Crif dovra' quindi interrompere la riscossione delle somme relative a chi non ha ancora pagato e dovra' contattare i singoli utenti che hanno pagato, via mail o per posta ordinaria, indicando le modalita' per richiedere indietro quanto pagato.

A nostro avviso si tratta di una condanna esemplare, quasi come potrebbe essere il risultato di una class action. Una condanna che fa testo e che dovra' essere di monito per tutti i profittatori. Che, giocando sul fatto che si tratta di piccole somme per il cui recupero l'impegno del singolo avrebbe un costo maggiore del rimborso in se', credono di essere investiti di una sorta di impunita'.
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