Giovedì 25 giugno 2026
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Diritto Ue. Italia: patria del non-diritto

Comunicato · Primo Mastrantoni ·
 La 29a relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea esamina in dettaglio i dati in materia di applicazione della normativa UE da parte degli Stati membri nel corso del 2011.  Ambiente, trasporti, mercato interno, servizi e fiscalita' sono i quattro settori maggiormente a rischio infrazione e rappresentano complessivamente il 60% di tutti i casi registrati. L'Italia, con le sue 135 procedure di infrazione aperte, e' uno degli stati più insolventi, insieme a Grecia (123 casi) e Belgio (117). Come nel 2010, il primato dell'applicazione della legislazione UE spetta alla Lettonia, con soli 23 casi di infrazione, seguita da Estonia, Lituania e Malta (36 procedure ciascuno).  Per scoraggiare i ritardi di attuazione la Commissione ha fatto ampio ricorso al sistema sanzionatorio introdotto dal trattato di Lisbona. In 9 casi si è inoltre rivolta alla Corte di Giustizia dell'UE con una richiesta di sanzioni pecuniarie contro l'Austria, la Germania (3 casi), la Grecia, l'Italia e Polonia (3 casi). I cittadini, le imprese e le parti interessate hanno continuato a fornire un contributo significativo al controllo della corretta applicazione delle norme UE esercitato dalla Commissione europea. Nel 2011 sono pervenute 3.115 denunce da parte di cittadini, in particolare in materia di  ambiente, mercato interno (ad esempio, per quanto riguarda la libera prestazione di servizi e il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali) e liberta' fondamentali. I reclami registrati si rivolgevano soprattutto contro Italia (386), Spagna (306) e Germania (263).
Insomma, siamo la Patria del diritto. Si', quello di non rispettare le regole che i nostri rappresentanti votano a Bruxelles e non recepiscono a Roma.
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