Martedì 14 luglio 2026
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ETICHETTE E NORME UE SULL'OLIO D'OLIVA

Comunicato ·

INIZIATIVE PARLAMENTARI PER IL SUPERAMENTO DI UNA RIFORMA CHE NON SOLO RIFORMA POCO, MA COMPLICA LA VITA DI CONSUMATORI E PRODUTTORI

Firenze, 29 ottobre 2002. La vicenda dell'etichettatura dell'olio di oliva e' tutt'altro che terminata, dopo il rinvio di un anno per l'avvio delle nuove procedure che, quindi, dovrebbero partire dal 1 novembre 2003. Mentre e' comprensibile la soddisfazione dei produttori che erano arrivati impreparati alle nuove procedure, e quindi avranno un anno di tempo per adeguarsi con meno danni possibile, i problemi che abbiamo sollevato dalla parte dei consumatori, restano tutti. Perche' la nuova normativa e' solo ritardata nella sua applicazione non modificata.
Quindi nelle etichette verra' penalizzata l'informazione sulla qualita' (non sara' obbligatoria l'indicazione dell'origine del raccolto, e un olio potra' fregiarsi dell'etichetta "prodotto in Italia" nel momento in cui almeno il 75% del contenuto sara' di origine italiana). Inoltre, con il divieto di vendita dell'olio sfuso, e con le confezioni che non potranno essere superiori ai 5 litri, non solo il prezzo al dettaglio dell'olio in se' sara' piu' alto, ma anche tutti i prodotti alimentari che contengono olio (e non ci sembrano pochi) costeranno di piu' (si pensi, per esempio ad un ristorante che potra' acquistare confezioni di massimo 5 litri, a chi fara' pagare in piu' questo aggravio economico?).
Quindi la partita e' ancora aperta.
E per questo ci siamo rivolti ai parlamentari europei, che' ci dessero una mano per evitare quello che noi consideriamo una forte penalizzazione dei consumi e della qualita' degli stessi. E alcuni hanno sposato in toto le nostre richieste. Dopo la risoluzione al Parlamento Europeo dell'on.Cristiana Moscardini ("al fine di favorire i consumatori nella scelta e di rendere piu' sicuro e garantito il prodotto"), e l'interrogazione dell'on. Luciana Sbarbati ("si costringe il piccolo produttore a vendere la totalita' del suo raccolto a consorzi o cooperative che provvedano alla distribuzione nel mercato ..."), ieri e' stata la volta di altrettanta interrogazione da parte dell'on.Enrico Ferri: "L'Unione europea deve fare in modo che i consumatori non siano tratti in errore sulla scelta del prodotto ed abbiano, dunque, maggiore tutela giuridica anche e soprattutto in relazione alla questione della sicurezza alimentare dei prodotti che acquistano tutti i giorni".
E' evidente che siamo solo agli inizi di questa battaglia, che se non vorra' divenire di nicchia (il prodotto olio, tra l'altro, e' tutt'altro che di nicchia) ha bisogno di un ampio respiro e mobilitazione. Comprendiamo i produttori che, siccome "devono campare", si stanno adeguando alle nuove norme. Ma non ci sembra di aver richiesto niente che possa mettere in pericolo la loro attivita'. Anzi, se le nostre richieste fossero accolte, il giovamento sarebbe per produttori e consumatori.
Per questo rinnoviamo il nostro appello a tutti i parlamentari europei e a tutti i produttori, per una grande mobilitazione civica ed istituzionale per impedire che queste norme divengano un capestro dal prossimo 1 novembre 2003.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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