GOLDEN SHARE: LA LEZIONE FRANCESE?
Firenze, 7 ottobre 2002. La notizia e’ di quelle che uno non si aspetta. Viene dalla Francia, ed e’ che il Governo di quel Paese ha sospeso la Golden share che lo Stato deteneva nella compagnia petrolifera TotalFinaElf. Niente di spontaneo, perche’ e’ il seguito di una sentenza di giugno scorso, quando la Corte di Giustizia Ue intimo’ al Governo francese di levarla perche’ troppo ampia e perche’ inficiava il corretto funzionamento della concorrenza sui mercati: il fatto che fosse vietato ad un altro Paese l'acquisizione di un certo numero di azioni o che chiedessero autorizzazioni preventive per farlo oltre un certo numero, secondo la Corte europea violava il Trattato.
La sospensione colpisce l’attenzione perche’ succede in Francia, sicuramente uno dei Paesi Ue in cui il processo di privatizzazione/liberalizzazione e’ tra i piu’ lenti, e dove la presenza dello Stato e’ anche molto superiore a quella che c’e’ in Italia. Ed e’ significativa, di un processo irreversibile a cui con difficolta’ ci si puo’ sottrarre, e quando non lo si fa si corrono brutti momenti, economici e politici.
Che e’ quanto sta accadendo in Italia, dove, al rafforzamento di questo potere di golden share sancito da una legge del febbraio del 2000, e nonostante le condanne della Corte europea di giustizia dello stesso anno per le privatizzazioni di Eni e Telecom, siamo al cosiddetto palo. Se poi alla golden share affianchiamo tutto cio’ che e’ proprieta’ dello Stato con pacchetti di maggioranza o del 100%, abbiamo un quadro disperante. Non stiamo parlando di briciole, ma di tutti i settori strategici dell’economia, dall’Enel (che e’ bene ricordare che non e’ solo corrente elettrica) all’AgipIp, dalle Poste alle Ferrovie, dall’Alitalia ai traghetti, etc… fino ai vari settori dell’informazione e della comunicazione. Certo, per un Governo e uno Stato che si lamentano di non aver soldi per questa o quell’altra riforma, e’ un bel pacchetto, la cui detenzione non si capisce perche’ debba continuare ad essere nelle sue mani. L’economia di mercato in Italia continua ad essere un optional da sagra paesana e feste di partito, perche’ quel che conta sembra solo il controllo dell’economia. E intanto i prezzi impazziscono, le finanziarie proposte assomigliano sempre piu’ a dei misteri a cui si puo’ solo dare un parere favorevole come fosse un atto di fede.
E ora … farsi superare anche dalla Francia …. beh, forse e’ il caso di fare piu’ attenzione a cosa sta accadendo a casa dei nostri cugini d’oltralpe, proprio a partire da questa sospensione della golden share sul colosso petrolifero.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti