INCIDENTI STRADALI: 18 MORTI
AL GIORNO MA SONO DI PIU'. OGNI ANNO SCOMPARE UN PAESE. EDUCAZIONE E CONTROLLO. Roma, 25 Settembre 2000. 18 morti al giorno per incidenti stradali. Ma sono di piu' -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- perche' non sono calcolati i decessi che avvengono nelle settimane successive. 18 o 22 morti al giorno non attenua una considerazione tragica: ogni anno scompaiono gli abitanti di una intera cittadina e non delle piu' piccole, considerato che la maggioranza dei comuni italiani e' sotto i 5mila abitanti.
Occorre agire, come piu' volte abbiamo proposto, su due piani quello della educazione e quello del controllo. Ormai e' prassi consolidata circolare e sostare con moto e motorini nelle aree pedonali, sui marciapiedi, nulle corsie preferenziali e contromano. Manca la cosiddetta educazione stradale che non puo' essere solo insegnata nelle scuole ma deve diventare patrimonio culturale di tutti ad iniziare dalle famiglie. Ministero degli Interni, dei Trasporti, dei Lavori Pubblici e della Pubblica Istruzione dovrebbero lavorare di concerto per proporre una azione educativa e persuasiva sui 30 milioni di guidatori. Certo non servono le giornate senza auto che sono il fiore all'occhiello di molti sindaci perche' per i restanti 364 giorni e' il caos e la tragedia. Occorre maggiore vigilanza ed a questo dovrebbero essere preposte le forze dell'ordine, che sono in numero bastevole: un poliziotto ogni 200 abitanti, neonati e novantenni compresi (esclusi i vigili urbani, il Corpo forestale, la Polizia penitenziaria e la polizia privata). Invece di dedicarsi alla caccia dei clienti delle prostitute sarebbe opportuno che il Ministro dell'Interno si dedicasse con maggiore incisione al controllo di un fenomeno la cui tragicita' e' solo parzialmente raffigurata da numeri a due cifre.
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