Martedì 14 luglio 2026
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INTERNET STA MORENDO: LA FINE DI UN SOGNO CHE ERA POSSIBILE TRASFORMARE IN REALTA’? A CHI GIOVA?

Comunicato ·
Firenze, 26 ottobre 2002. Uno studio del Berkman Center for Internet and Society della Harvard Law School, curato da Ben Edelman e Jonathan Zittrain (in Internet al seguente indirizzo clicca qui), fa sapere che il motore di ricerca che ora va per la maggiore nel mondo, Google.com, ha deciso di censurare un centinaio di siti web nelle sue versioni per la Germania e la Francia, in seguito a pressioni da parte dei Governi di questi Paesi. Si tratta di siti che trattano di filosofie sulla supremazia della razza bianca e del nazismo.
Lo scorso mese, sempre Google aveva fatto altrettanto per una serie di siti in Cina, perche’ il Governo di quel Paese non li riteneva compatibili col suo sistema. E’ recente la sentenza con cui la giustizia francese aveva imposto all’azienda Yahoo! l’inibizione della consultazione dai suoi server in Usa, per gli utenti francesi, di alcuni siti dove venivano venduti dei gadget nazisti. E sara’ ben ricordare che anche l’Italia non e’ esente da queste abitudini: non sono pochi i siti oscurati dalle Autorita’ anche solo in presenza di una denuncia di parte che non ha ancora cominciato il suo iter giudiziario.
Iniziative sparse in varie parti del mondo, sempre dopo la richiesta (ufficiale od ufficiosa) di questo o quel Governo o Pubblica Autorita’, ma tutte con un unico intento: impedire che siano gli individui a scegliere cosa visitare e consultare. L’intento e’ rafforzare il potere censorio dello Stato verso l’informazione, considerata veicolo dei propri principi e della propria ideologia e non patrimonio di notizie e commenti a cui ognuno possa attingere e formare la propria opinione.
E ci sembra un processo di uccisione di Internet, dove, per il momento, sembra che resistano solo gli Usa e qualcun altro Paese sparso in qua e in la’. Internet e’ stato un sogno che sembrava realizzarsi, e siamo alla fine? Una pura utopia credere che possano essere gli individui a decidere cosa sia buono o cattivo per se’, sviluppando un giudizio critico con a disposizione tutto cio’ che l’umanita’ e’ in grado di produrre? Per alcuni (sempre piu’ tanti) sembra di si’.
Non per noi.
E siamo qui a rimarcarlo e a denunciare tutto cio’ che cerca di trasformare in utopia cio’ che invece sta contribuendo alla consapevolezza di ognuno. Forse avremmo consumatori e utenti piu’ consapevoli, e piu’ esigenti in tema di diritti, se Internet fosse una cassa di risonanza di questo o quel Governo? Forse avremmo piu’ qualita’ e liberta’ di produzione, e le merci circolerebbero meglio, se Internet fosse al pari di questa o quell’altra Tv di Stato? E nell’eterna lotta tra il bene e il male (per chi crede in queste cose …), il bene trionfa meglio impedendo la conoscenza del male, o facendo conoscere il male solo attraverso gli occhi di un bene che e’ tale solo perche’ ha soppresso il male? Sono questi presupposti per far si’ che la ricchezza abbia una maggiore diffusione e sia una possibilita’ per ognuno?
Sono domande che giriamo a chiunque ci legga, perche’ ci rifletta, le proietti sul proprio pensiero, sul proprio comportamento e sulle proprie tasche, ponendosi una domanda: a chi giova?
Vincenzo Donvito, presidente Aduc



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