Mercoledì 15 luglio 2026
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NUOVO CODICE DELLA STRADA

Comunicato ·
A FIERA DEL PRIVILEGIO E DELLA VENDETTA?

Firenze, 4 maggio 2002. Il nuovo codice della strada, che dovrebbe entrare in vigore il prossimo 1 gennaio, ha due "bubboni" la cui filosofia sembra proprio il contrario di quello che possa aver insegnato in questi anni cio' che mancava al vecchio codice: il privilegio e la vendetta.
Stiamo parlando -dice il presidente dell'Aduc, Vincenzo Donvito- degli sconti alle infrazioni di camionisti, tassisti e autisti, e di quella che viene chiamata regolamentazione autovelox.
Nel primo caso (sconto sulle multe) non si capisce perche', per esempio, non debbano essere fatti sconti anche alle donne incinte e agli handicappati, o ai neo-patentati, o agli anziani .... Insomma siamo in presenza di una mostruosita' giuridica che fa a cazzotti con uno dei principi base della nostra Costituzione, cioe' quello che tutti siamo uguali di fronte alla legge ... e alle sanzioni. I camionisti, poi, gia' ingrassati nei loro privilegi corporativi con lo sconto sui carburanti (bocciato dalla Commissione Ue, ma rivitalizzato dal summit dei Quindici), assurgono a mattatori dello Stato delle prebende. A questo punto al nostro Governo non resta che accogliere l'emendamento all'articolo 8 per il disegno di legge per la riforma del sistema fiscale, presentato dai deputati di Forza Italia Giovanni Marras, Luigi Vitali e Gianantonio Arnoldi con cui viene chiesto un condono sulle multe per sosta vietata, e avranno coronato un desumibile progetto di societa' dei furbi o dei "magnaccioni".
La vendetta -il secondo caso- e' quella che emerge da come, col nuovo codice, si intende applicare le sanzioni per eccesso di velocita' rilevate con autovelox. Una macchinetta che non e' considerata come educativa, perche' in sua presenza gli automobilisti siano stimolati ad andare entro i limiti di velocita' consentiti, ma solo repressiva di comportamenti illeciti e, foriera di denaro per amministrazioni comunali incapaci di gestire la sicurezza stradale. Levare in assoluto l'obbligo di contestazione dell'eccesso di velocita' fara' sparire del tutto (sicuramente piu' di quanto avviene oggi) gli agenti accertatori, e le automobili che andranno a velocita' eccessiva dove non e' consentito (e quindi dove e' pericoloso) proseguiranno nella loro folle corsa, continuando a rappresentare un pericolo per se' e per tutti coloro che incroceranno. Un provvedimento, quindi, che non puo' che generare piu' pericoli per tutta la circolazione.
Sarebbe stato auspicabile che fosse stato introdotto l'obbligo di una mappatura nazionale e locale degli autovelox, come informazione agli automobilisti, in modo che si rendessero conto di non poter fare i furbi, ma a questa impostazione si e' preferita l'espansione del dato repressivo della norma. Per cui il fondato sospetto che i preventivi di bilancio di tutti i Comuni italiani con gli introiti delle multe tra le entrate, non fosse un dato estemporaneo ma un metodo, non e' piu' un sospetto, ma una certezza codificata: largo alle entrate dei Comuni basate sul tasso di illiceita' dei propri amministrati e dei propri visitatori. Largo alla societa' dei furbi, dei privilegiati, dei vendicatori, dei "magnaccioni" ... e morte allo Stato di Diritto.
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