Parcheggio del Pincio. Lettera di Mastrantoni ad Alemanno
Roma, 5 Settembre 2008. Sulla questione "parcheggio del Pincio si', parcheggio no", il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, ha inviato una lettera al sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Ecco il testo.
Signor Sindaco,
il parcheggio sotterraneo del Pincio rischia di fare la fine di quello sulla teca dell'Ara Pacis: dieci anni per completarla e 14 milioni di euro spesi, il doppio del tempo e del costo previsti e una incredibile leggerezza nell'individuare il sito che una analisi dell'area in questione (storica, archeologica, geologica e geotecnica) poteva evitare. Un monumento allo spreco e all'incapacita' di comprendere il senso della Roma barocca e della sua unicita' e dell'importanza e grandiosita' del mausoleo di Augusto. Si rischia di fare il bis. E' vitale considerare l'area in questione in tutti i suoi aspetti. Non solo, quindi, il Pincio e la sottostante piazza del Popolo, ma anche la porta Flaminia, piazzale Flaminio, via Flaminia, le mura Aureliane, il Muro Torto, villa Borghese, le stazioni della metropolitana e della ferrovia Roma-Viterbo, il parcheggio di villa Borghese, tutti concentrati in poche decine di metri. Il quadro e' grandioso, del pari deve essere l'intervento. Solo in un quadro unitario di valorizzazione e sistemazione dell'insieme descritto si puo' pensare al "parcheggio del Pincio". Altrimenti ci si limitera' ad una accomodatura, un infelice intervento di rattoppo, un imbruttimento di un'area che ha bisogno di ben piu' profondi "respiri" urbanistici.
Signor Sindaco,
il parcheggio sotterraneo del Pincio rischia di fare la fine di quello sulla teca dell'Ara Pacis: dieci anni per completarla e 14 milioni di euro spesi, il doppio del tempo e del costo previsti e una incredibile leggerezza nell'individuare il sito che una analisi dell'area in questione (storica, archeologica, geologica e geotecnica) poteva evitare. Un monumento allo spreco e all'incapacita' di comprendere il senso della Roma barocca e della sua unicita' e dell'importanza e grandiosita' del mausoleo di Augusto. Si rischia di fare il bis. E' vitale considerare l'area in questione in tutti i suoi aspetti. Non solo, quindi, il Pincio e la sottostante piazza del Popolo, ma anche la porta Flaminia, piazzale Flaminio, via Flaminia, le mura Aureliane, il Muro Torto, villa Borghese, le stazioni della metropolitana e della ferrovia Roma-Viterbo, il parcheggio di villa Borghese, tutti concentrati in poche decine di metri. Il quadro e' grandioso, del pari deve essere l'intervento. Solo in un quadro unitario di valorizzazione e sistemazione dell'insieme descritto si puo' pensare al "parcheggio del Pincio". Altrimenti ci si limitera' ad una accomodatura, un infelice intervento di rattoppo, un imbruttimento di un'area che ha bisogno di ben piu' profondi "respiri" urbanistici.
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