PATENTI A PUNTI E PRIVILEGI
IL GOVERNO SI BLOCCHI PER NON GETTARE SFIDUCIA SULLE ISTITUZIONI E FOMENTARE IL NON RISPETTO DEL CODICE DELLA STRADA
Firenze, 13 settembre 2002. Il Governo si e' impegnato, con un accordo siglato insieme alle associazioni degli autotrasportatori, a presentare un emendamento al disegno di legge delega in materia di codice della strada, in cui sara' previsto uno sconto per la patente a punti delle categorie professionali rispetto alle patenti ordinarie.
Dopo gli sconti per l'acquisto sul carburante, gia' sanzionati dalla Ue e su cui ancora non e' chiaro chi dovra' pagare (se lo Stato italiano, cioe' noi, o gli autotrasportatori che hanno usufruito di questi sconti pur non avendone diritto), si apre il nuovo capitoli degli sconti sulle infrazioni al codice della strada.
A parte ricordare il "banale" (non per noi, ovviamente) principio che tutti sono uguali di fronte alla legge, non si capisce dove il Governo voglia andare a parare con questo emendamento. Al suo apparente obiettivo di pace sociale verso coloro che altrimenti gli bloccherebbero le autostrade e il trasporto delle merci, sa solo rispondere con le armi della debolezza, della non-autorevolezza, della creazione dei privilegi, e senza fare tesoro degli errori fatti in passato su cui pendono le multe di cui sopra. Non solo. Stiamo parlando di un settore -la circolazione stradale e i suoi codici- che coinvolge la quasi totalita' della popolazione: tutta imbestialita per le condizioni infrastrutturali molto carenti e per le bizzarie e le vere e proprie tirannie di coloro che sono preposti al rispetto del codice. Un settore, quindi, dove il legislatore e il governante devono ragionare e agire con la consapevolezza che stanno decidendo li' dove ci saranno risvolti immediati su tutta la popolazione, nonche' sull'ordine pubblico, la giustizia e l'economia.
Cosa gli raccontera' il Governo a tutti coloro che, patentati "ordinari", sapranno che le infrazioni da loro commesse sono piu' gravi di quelle di chi ha la patente professionale? E chi ha la patente "ordinaria" e usa il suo mezzo (non furgone o tir) per il proprio lavoro o per recarsi a questo lavoro? Gli potra' solo dire "paga e zitto!". Una situazione in cui la fiducia nelle istituzioni subisce un ulteriore colpo, e la consueta e famosa furbizia degli italiani al volante per cercare di gabellare il codice e i suoi controllori, non potra' che essere favorita.
Dov'e' il vantaggio? Si evitano cosi' i blocchi delle autostrade che le associazioni degli autotrasportatori minacciano un giorno si' e l'altro pure? Sicuramente si evitano questi blocchi, ma se ne creano altri, molto piu' numericamente diffusi che non quelli degli autotrasportatori ... cioe' i blocchi degli amministrati verso chi li amministra, dove una ragione di sopravvivenza diventa quella di fregare il piu' possibile codici e accertatori.
Noi non siamo coloro che governano, per cui non abbiamo ricette alternative, ma possiamo umilmente suggerire che se c'e' una o piu' categorie di lavoratori che dicono di non farcela ad affrontare la situazione economica, l'aiuto non viene dalla creazione di privilegi, ma dal miglioramento delle condizioni per cui ognuno possa fare il suo business, a partire dalle riduzioni fiscali, e soprattutto da una imposizione fiscale che tenga conto della circolazione delle merci e dei servizi, e non solo dell'essere e dell'avere: non sono forse troppo alte le tasse sulla proprieta', del camion nel nostro caso? Non e' troppo alta la ritenuta fiscale sui carburanti?
Da qui un pressante invito al Governo perche' non presenti questo emendamento del privilegio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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