PERICOLO ACRILAMMIDE
CONTINUARE AD ASPETTARE O PASSARE ALLA RIDUZIONE DEL DANNO?
DALL'ESEMPIO TEDESCO, URGENTE RICHIESTA DELL'ADUC AL MINISTERO DELLA SALUTE
Firenze, 6 Novembre 2002. Non solo appare piu' inquietante dell'ormone Mpa scoperto in alcuni maialini o dell'erbicida nitrofene rinvenuto nei prodotti biologici. Secondo l'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, e' realmente peggio. "L'acrilammide e' di gran lunga il problema maggiore che abbiamo avuto negli ultimi anni. Al suo confronto gli altri scandali alimentari erano innocui per i consumatori", afferma la portavoce dell'Istituto, Irene Lukassowitz. E questo perche' l'acrilammide, scoperto all'inizio dell'anno in diversi alimenti, fa ammalare di cancro gli animali e danneggia i loro nervi.
A rendere complicata la vicenda dell'acrilammide e' che, a differenza degli altri scandali alimentari, non e' una sostanza vietata, immessa illegalmente nei mangimi, ma e' un prodotto aggiunto che si forma quando si friggono o si arrostiscono cibi contenenti amido. La scoperta l'hanno fatta dei ricercatori svedesi appena l'aprile scorso, quando rilevarono concentrazioni anche molto alte di acrilammide nelle patatine fritte, nei cornflakes e in alcuni tipi di pane.
Quanto grande sia il rischio per i consumatori non e' ancora chiaro. Esperimenti sugli animali fanno presumere che il rischio sanitario legato all'acrilammide sia cento volte superiore a quello provocato da aflatossina (sostanza cancerogena prodotta dalle muffe sugli alimenti) o dalla nitrosamina (sostanza cancerogena che si puo' produrre nell'organismo umano quando si mangiano insaccati che contengono nitrato di sodio o potassio)). E mentre le autorita' tedesche non azzardano valutazioni in proposito, il ministero per l'Ambiente degli Usa (Epa), cosi' come l'Istituto svedese per i generi alimentari, i rischi li hanno calcolati. In base ai loro dati, 10mila dei 335mila casi annui di cancro registrati in Germania sarebbero da imputare all'acrilammide. Il farmacologo di Colonia Edgar Schoemig sostiene che, benche' manchino studi conclusivi, questa sostanza viene assunta in quantita' tali da rendere plausibile il suo legame con il cancro, e per questo il nostro ha chiesto che sulle confezioni degli alimenti sia indicato il contenuto di acrilammide.
Al ministero tedesco per i Consumatori, tramite la portavoce Ursula Horzetzky, fanno sapere di non essere in grado di stabilire dei limiti, perche' per farlo con basi giuridiche solide dovrebbero disporre di conoscenze scientifiche che per ora non hanno. Ma, in attesa, hanno deciso di mettere in pratica un programma di "riduzione del danno", cercando di abbassare il contenuto di acrilammide nei prodotti: ogni due settimane il ministero analizzera' tutti i prodotti sospetti, individuando i dieci con il contenuto piu' alto di acrilammide e cerchera' l'accordo con le aziende coinvolte per modificare i processi di produzione. C'e' chi sta pensando all'uso di determinate qualita' di patate o di friggere con l'olio al posto della margarina, o a temperature piu' basse, ma per ora resta insoluto un altro problema: la reazione chimica che produce l'acrilammide, e' anche quella che rende quei prodotti tanto gustosi e croccanti da farli essere molto graditi al mercato e ai consumatori.
A livello internazionale, inoltre, dopo l'impegno di Fao e Oms per ulteriori ricerche (impegno preso lo scorso giugno a Ginevra), non si sa bene cosa stia succedendo, ma si ha l'impressione che tutto sia troppo lento.
In Italia, oltre ad alcune notizie sul fatto, circolate tempo fa, non si e' a conoscenza di iniziative delle autorita'. Ci rendiamo conto che la situazione e' indefinita, ma crediamo che l'esempio tedesco di prevenzione con la "riduzione del danno" possa essere preso in buona considerazione dal nostro ministero della Salute, a cui proprio oggi ci siamo rivolti per conoscere le sue intenzioni, a partire dal prendere subito contatti con il ministero tedesco dei Consumatori e verificare la fattibilita' del loro piano anche sul nostro territorio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
DALL'ESEMPIO TEDESCO, URGENTE RICHIESTA DELL'ADUC AL MINISTERO DELLA SALUTE
Firenze, 6 Novembre 2002. Non solo appare piu' inquietante dell'ormone Mpa scoperto in alcuni maialini o dell'erbicida nitrofene rinvenuto nei prodotti biologici. Secondo l'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, e' realmente peggio. "L'acrilammide e' di gran lunga il problema maggiore che abbiamo avuto negli ultimi anni. Al suo confronto gli altri scandali alimentari erano innocui per i consumatori", afferma la portavoce dell'Istituto, Irene Lukassowitz. E questo perche' l'acrilammide, scoperto all'inizio dell'anno in diversi alimenti, fa ammalare di cancro gli animali e danneggia i loro nervi.
A rendere complicata la vicenda dell'acrilammide e' che, a differenza degli altri scandali alimentari, non e' una sostanza vietata, immessa illegalmente nei mangimi, ma e' un prodotto aggiunto che si forma quando si friggono o si arrostiscono cibi contenenti amido. La scoperta l'hanno fatta dei ricercatori svedesi appena l'aprile scorso, quando rilevarono concentrazioni anche molto alte di acrilammide nelle patatine fritte, nei cornflakes e in alcuni tipi di pane.
Quanto grande sia il rischio per i consumatori non e' ancora chiaro. Esperimenti sugli animali fanno presumere che il rischio sanitario legato all'acrilammide sia cento volte superiore a quello provocato da aflatossina (sostanza cancerogena prodotta dalle muffe sugli alimenti) o dalla nitrosamina (sostanza cancerogena che si puo' produrre nell'organismo umano quando si mangiano insaccati che contengono nitrato di sodio o potassio)). E mentre le autorita' tedesche non azzardano valutazioni in proposito, il ministero per l'Ambiente degli Usa (Epa), cosi' come l'Istituto svedese per i generi alimentari, i rischi li hanno calcolati. In base ai loro dati, 10mila dei 335mila casi annui di cancro registrati in Germania sarebbero da imputare all'acrilammide. Il farmacologo di Colonia Edgar Schoemig sostiene che, benche' manchino studi conclusivi, questa sostanza viene assunta in quantita' tali da rendere plausibile il suo legame con il cancro, e per questo il nostro ha chiesto che sulle confezioni degli alimenti sia indicato il contenuto di acrilammide.
Al ministero tedesco per i Consumatori, tramite la portavoce Ursula Horzetzky, fanno sapere di non essere in grado di stabilire dei limiti, perche' per farlo con basi giuridiche solide dovrebbero disporre di conoscenze scientifiche che per ora non hanno. Ma, in attesa, hanno deciso di mettere in pratica un programma di "riduzione del danno", cercando di abbassare il contenuto di acrilammide nei prodotti: ogni due settimane il ministero analizzera' tutti i prodotti sospetti, individuando i dieci con il contenuto piu' alto di acrilammide e cerchera' l'accordo con le aziende coinvolte per modificare i processi di produzione. C'e' chi sta pensando all'uso di determinate qualita' di patate o di friggere con l'olio al posto della margarina, o a temperature piu' basse, ma per ora resta insoluto un altro problema: la reazione chimica che produce l'acrilammide, e' anche quella che rende quei prodotti tanto gustosi e croccanti da farli essere molto graditi al mercato e ai consumatori.
A livello internazionale, inoltre, dopo l'impegno di Fao e Oms per ulteriori ricerche (impegno preso lo scorso giugno a Ginevra), non si sa bene cosa stia succedendo, ma si ha l'impressione che tutto sia troppo lento.
In Italia, oltre ad alcune notizie sul fatto, circolate tempo fa, non si e' a conoscenza di iniziative delle autorita'. Ci rendiamo conto che la situazione e' indefinita, ma crediamo che l'esempio tedesco di prevenzione con la "riduzione del danno" possa essere preso in buona considerazione dal nostro ministero della Salute, a cui proprio oggi ci siamo rivolti per conoscere le sue intenzioni, a partire dal prendere subito contatti con il ministero tedesco dei Consumatori e verificare la fattibilita' del loro piano anche sul nostro territorio.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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