LA PILLOLA ABORTIVA RU486
ERA ORA! ORA SIA ESTESA AD OGNI STRUTTURA SANITARIA CHE OGGI E' AUTORIZZATA A PRATICARE ABORTI
Firenze, 29 ottobre 2002. Era ora che la pillola abortiva RU486 uscisse dalla galera in cui era stata confinata. E che si trattasse di una cosa semplice, e' dimostrato dal fatto che non si e' dovuto stravolgere alcuna legge o forzare chissa' quali interpretazioni. Nel momento in cui l'interruzione di gravidanza e' consentita da una specifica legge, va da se' che le pratiche per eseguirla devono e possono esser tutte utilizzate. Il caso della RU486, poi, e' ancora piu' eclatante, perche' ampiamente sperimentata ed utilizzata in Europa e Usa.
Non solo ci sentiamo soddisfatti della decisione del comitato etico della Regione Piemonte che ha acconsentito all'avvio della sperimentazione nell'Ospedale S.Anna di Torino, ma ce ne sentiamo parte. Da anni stiamo raccogliendo firme su una petizione che chiedeva proprio questo. Sul nostro specifico sito Internet http://www.aduc.it/RU486/RU486.html abbiamo raccolto migliaia di firme in proposito (e continuiamo a raccoglierle), documentando ampiamente sui vantaggi sanitari ed economici che l'introduzione della pillola abortiva porterebbe al nostro sistema sanitario e alle donne che avessero intenzione di interrompere la gravidanza con questo metodo.
Comprendiamo il disappunto di chi, contrario all'aborto, lo sta manifestando in questo momento, ma non possiamo evidenziare come la dimostrazione di civismo democratico e di rispetto delle leggi, si manifesta proprio nell'accettazione delle cose da cui si e' piu' lontani. Ed e' il contrario di quella incivile affermazione dell'on.Agostino Ghiglia, che non trova di meglio che apostrofare la pillola abortiva come l'"ecstasy dell'aborto": una bella dimostrazione anche di ignoranza, approssimazione, terrorismo ideologico e del buon senso, superficialita', mancanza di argomenti. Che non giova neanche alla causa di chi, come lui, vorrebbe che le donne tornassero ad abortire clandestinamente o in Gran Bretagna, Svizzera e Francia. Perche' alla base di una societa' e dei suoi cambiamenti legislativi, e soprattutto dei suoi rappresentanti istituzionali (come l'on. Ghiglia e'), c'e' il rispetto delle leggi, la loro non mortificazione, l'impegno perche' siano applicate. Il boicottaggio delle leggi non fa onore alla carica istituzionale del nostro onorevole e dell'Istituzione che rappresenta.
Dopo il totale oscuramento, quindi, occorre che questa possibilita' sia estesa in tutte le strutture in cui oggi si praticano aborti, tra cui quelle private convenzionate. Perche', pur con la limitatezza offerta dall'attuale normativa italiana sull'interruzione della gravidanza, i benefici dell'uso di questa pillola siano a vantaggio di chiunque, per rendere meno problematica (sanitariamente e psicologicamente) la difficile scelta dell'aborto.
Auspichiamo, percio', che il ministro della Salute, pur se ha ampiamente manifestato il suo dissenso sull'aborto, non si comporti come l'on. Ghiglia, ma dia valore e rispetto al suo dovere istituzionale di garante del servizio sanitario nazionale.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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