LA PORTABILITA' LIMITATA DEI TELEFONINI
L'OLIGOPOLIO A TRE DELLA TELEFONIA MOBILE SEGNA UN ALTRO PUNTO PER LA SUA CONFERMA?
Firenze, 27 Settembre 2002. Dallo scorso 1 maggio, ufficialmente, ogni possessore di un numero di telefonino e' tale, nel senso che questo numero se lo puo' portare dietro pur cambiando gestore del servizio. Alle resistenze di Tim/Telecom per cercare di tenersi piu' a lungo stretti i propri clienti, aveva provveduto una delibera dell'Autorita' delle Comunicazioni. All'avvio di questa possibilita', avevamo parlato di finto mercato, per due motivi: il primo perche' i grandi operatori, sempre piu' dominanti sul mercato con fusioni e acquisizioni fino ad essere di fatto un oligopolio a tre (Wind, Tim, Vodafone-Omnitel), con un mercato quasi saturo non hanno interesse alla mobilita' dei clienti. Il secondo e' che quello del primo maggio si trattava di un "avvio finzione", perche' tutti dicevano di esser pronti, ma nessuno lo era.
Nel frattempo, attraverso il nostro osservatorio "Cara Aduc" (lettere dei navigatori di Internet con nostre risposte di informazioni e consigli) registriamo uno scarso entusiasmo in materia e non poche difficolta' per i temerari che ci hanno provato.
Ma proprio ieri, Wind e Blu hanno chiesto al Garante delle Comunicazioni una sospensione di sei mesi di questo servizio per i clienti che da Blu intendono passare a Wind. La richiesta di sospensiva e' la conferma della "finzione" e del "finto mercato". Un mercato immobilizzato dalle logiche dei vecchi e nuovi monopolisti, fatte pagare in soldoni ai consumatori, privati della "proprieta' del numero" e discriminati in clienti di serie A o B rispetto al gestore che hanno scelto (quando la scelta era fatta in base ad offerte che includevano la "portabilita' del numero").
Qualunque siano le motivazioni della richiesta di questo blocco, e' evidente che Wind vuole procrastinare nel tempo tutti gli obblighi che gli impone l'Autorita' sulla portabilita'. Sta aspettando di perfezionare l'acquisizione dei clienti di Blu, cosi' come previsto dall'operazione "spezzatino", in attesa del lasciapassare delle Autorita' italiane e comunitarie. Cioe' gli utenti di Blu devono pagare con l'assenza di un servizio cio' che Wind non vuole spendere nonostante gli impegni presi e, soprattutto, le regole stabilite.
Alla faccia del mercato! Ci sembra che sia un luogo in cui ci sia chi comanda (in questo caso l'operatore Wind) e chi puo' solo ubbidire (il cliente Blu, sempre in questo caso). Cioe' il contrario di un mercato! Ma le logiche della domanda e dell'offerta? Quelle della convenienza, della qualita', della concorrenza? Roba da manuali di economia politica, e altro rispetto al mercato delle telecomunicazioni italiane. Dopo il ritardo di tre anni imposto da Tim/Telecom all'avvio della portabilita' del numero, si aggiunge questo di Wind. Non ci stupiremmo se anche Vodafone-Omnitel avesse da rivendicare qualcosa sui tempi, che l'aiutasse a perfezionare la partecipazione alla gestione oligopolista a tre del settore: gli altri due lo fanno, perche' non approfittarne?
E' evidente che auspichiamo che l'Autorita' per le Comunicazioni "tenga duro" ... ma visti i precedenti ......
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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