Martedì 14 luglio 2026
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PREZZI E TARIFFE: PUNTO E A CAPO

Comunicato ·


CE LI TENIAMO AUMENTATI E SENZA PROSPETTIVE
PER ORA POSSIAMO SOLO DIFENDERCI

Firenze, 6 Settembre 2002. Il Governo ha varato i suoi provvedimenti e gli auguriamo che faccia del suo meglio per frenare il piu’ possibile la spesa pubblica, perche’ da questa sua capacita’ ne risentiranno anche le politiche sui prezzi e le tariffe. Che pero’, dopo una scorpacciata di dichiarazioni, prese di posizione e incontri, rimangono al palo. A meno che qualcuno non creda che il blocco delle tariffe, oltre ad essere dannoso in se’, possa portare a qualche risultato per le tasche dei consumatori (l’unica cosa che riusciamo ad intravedere e’ il blocco –temporaneo e con garantito recupero successivo- degli aumenti dell’Enel, con un temerario non-aumento dei prezzi per 9 centesimi al giorno per famiglia!).
Contemporaneamente e’ partita la campagna pubblicitaria di Confesercenti con l’avvallo dell’Intesa dei consumatori, con la distribuzione di bollini di fedelta’ a quei negozi che, dopo aver aumentato i prezzi a dismisura con percentuali di ricarico che arrivano anche all’800%, si impegnano a mantenerli agli stessi livelli per i prossimi mesi.
Sul fronte governativo ci sono gli impegni del ministro delle Attivita’ Produttive in materia di Rc-auto, che, qualora dovessero andare in porto, non modificheranno di una virgola il mercato impazzito del settore. Punire chi e’ disonesto, l’obbligo dei prezzi pubblicati in Internet, fare un doppione dell’Isvap che come quest’ultimo non servira’ a niente, non sono di per se’ provvedimenti che fanno scendere i prezzi di un prodotto che ogni motorizzato e’ costretto ad acquistare.
L’Istat intanto, in un nugolo di interviste dei suoi dirigenti, continua a confermare che i suoi dati sono i migliori in assoluto e vari ministri avvallano.
C’e’ possibilita’ che qualcosa si modifichi? La vediamo molto difficile. Anzi. Abbiamo la sensazione che periodi ancor piu’ oscuri siano all’orizzonte. Perche’ se quanto viene fatto e’ solo una conferma/razionalizzazione dell’esistente, non si capisce perche’ il trend degli aumenti non dovrebbe continuare: l’avvallo dei livelli raggiunti fino ad oggi –se l’economia politica e’ tale e non un moto dell’animo- e’ lo sprone a cosi’ continuare.
Nonostante le premesse (soprattutto elettorali), questo Governo non sta lavorando dove si possa incidere alla radice, cioe’ sui motivi che portano alla formazione dei prezzi alti, ma si prodiga solo a galleggiare tamponando tutte le falle che potrebbero farlo affondare. Ma e’ come se pretendesse di riparare queste falle allargando il buco.
In una economia di mercato, non e’ bloccando quest’ultimo che si da’ fiato e slancio a produzione, vendite e consumi. Incidere alla radice della formazione dei prezzi alti significa defiscalizzare e liberalizzare, puntando su introiti che derivino dall’aumento di volume delle merci e dei consumi, e non dalle rendite di posizione. Significa moltiplicare le offerte per i consumatori. Significa consentire di premiare la qualita’ di questa offerta, e non la capacita’ di sfruttare le rendite di posizione (dominante e non), piu’ o meno conquistate grazie ai precedenti e attuali monopoli.
Quanto sopra e’ l’"abc" di una politica economica di mercato, ma sembra essere estraneo ai "frenatori dell’economia" che ci governano. Per cui, facendo molta attenzione a chi anche ci prende in giro con i falsi vantaggi di certe iniziative e di certe politiche, per il momento non possiamo che continuare nella nostra opera di difesa dei diritti dei consumatori, pur se siamo in una fase difensiva.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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