Martedì 14 luglio 2026
Menu

QUOTE LATTE DELLA UE

Comunicato ·
LO STATO PAGHERA’ 517 MILIONI DI EURO PER CHI NON LE HA RISPETTATE
CHI SBAGLIA PAGA. MA … LO STATO DOVE HA SBAGLIATO?

Firenze, 28 Ottobre 2002. Il ministro delle Politiche Agricole, Giovanni Alemanno, durante la mostra del bovino da latte a Cremona, ha fatto sapere che lo Stato si accollera’ la multa di 517 milioni di euro (inserendo l’importo nella legge Finanziaria) che la Ue ha comminato a quei produttori di latte che non hanno rispettato le quote di produzione imposte dalla stessa Comunita’. "Sono risorse sottratte alle politiche di sviluppo agricolo. Abbiamo lavorato perche’ chi ha sbagliato, producendo piu’ del dovuto, venga aiutato a rientrare nella normalita’, ma cio’ non deve piu’ accadere", ha detto il ministro.
Per noi la politica delle quote di produzione andrebbe abolita, perche’ e’ cio’ che condiziona il mercato, in prezzi di vendita al dettaglio e in qualita’. Ma intanto c’e’. E come qualunque legge che ognuno reputa ingiusta, fintanto che c’e’ va rispettata. Nello stesso tempo siamo consapevoli che uno dei principi base del nostro ordinamento giuridico e’ che la responsabilita’ –civile e penale- e’ di chi si rende colpevole di qualche violazione. E’ cosi’ –ed e’ giusto che sia- anche per chi ruba una mela al mercato. Puo’ anche averlo fatto per estrema necessita’, ma rimane il dolo dell’atto, di cui ne risponde direttamente, pagando –anche una pena pecuniaria- per risarcire chi ha subito le conseguenze della sua violazione di legge.
Per tornare alle nostre quote latte, lo Stato, pagando in vece di qualcun altro, e’ come se facesse pubblica dichiarazione di aver sbagliato. Noi ci domandiamo, in che cosa? Forse nel far parte dell’Unione Europea, o forse perche’ e’ lui in prima persona che non ha rispettato le regole della Ue? E in che cosa non avrebbe rispettato queste regole? Le nostre, ovviamente, sono domande pleonastiche, perche’ una risposta specifica non c’e’. Ma l’unica risposta e’ in quel "cio’ non deve accadere piu’" del nostro ministro: che suona come un "non fatelo piu’, birichini", che un padre comprensivo e buono direbbe ai propri figli mentre paga al vicino il vetro che i suoi ragazzi hanno rotto con una pallonata. Ma con una differenza, rispetto al nostro ministro: mentre il padre comprensivo mette mano al suo portafogli, il ministro Alemanno (e la Finanziaria) mette mano al portafoglio di tutti gli italiani, anche di chi ha rubato una mela per fame e che per questo pagadi fronte alla legge.
E’ evidente che c’e’ qualcosa che non torna. Soprattutto che tutti dovrebbero essere uguali di fronte alla legge, e che la legge e’ uguale per tutti. Ci domandiamo se siamo noi eccessivamente legalitari o matti, o se esiste qualcuno, tra coloro che dovranno votare questa Finanziaria (di governo od opposizione, visto che e’ in gioco il rispetto delle leggi di tutti, poco importa) che e’ matto quanto noi. Non abbiamo capito la politica? Proprio perche’ l’abbiamo capita, invece, siamo qui a recriminare che sia tale in un contesto europeo e non nella "famiglia Italia". Che’ quest’ultima non esiste, ma esistono –eccome- gli italiani che rispettano le leggi e che chiedono che altrettanto sia fatto da ognuno, soprattutto da chi fa queste leggi.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc



ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →