RIMBORSI DISGUIDI AEREI
LA UE STA COMINCIANDO A MUOVERSI PER ADEGUARLI AI COSTI DI OGGI
MA NON BASTA. BISOGNA MODIFICARE ANCHE I RIMBORSI PER I BAGAGLI SMARRITI
L’ADUC SCRIVE AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TRASPORTI E TURISMO DELLA UE
Firenze, 12 Settembre 2002. L’overbooking e’ la bestia nera del trasporto aereo: arriva proprio quando uno non se l’aspetta. E proprio per questo il Regolamento Comunitario 295/91 ha stabilito delle cifre a compensazione del disagio. Ma sono cifre irrisorie, in quanto stabilite nel 1991 e mai modificate. Si va dai 150 euro per voli inferiori a 3.500 Km ai 300 euro per voli di percorso superiore.
C’e’ una novita’, ora. Lo scorso 10 Settembre, la Commissione della politica regionale, dei Trasporti e del Turismo ha approvato una modifica di questi importi: 200 euro per voli inferiori a 1000 Km, 400 euro tra 1.000 e 3.500, 600 euro oltre 3.500 Km (con l’adeguamento ogni cinque anni degli importi all’indice del costo della vita). Il prossimo ottobre a Bruxelles ci sara’ il dibattito in materia, con procedura di codecisione, e vista la maggioranza con cui e’ stata presa questa decisione (42 contro 4), e’ altamente probabile che venga approvato definitivamente con questi importi.
Inoltre in questa commissione e’ stato approvato un invito alla Commissione europea perche’ decida regole simili anche per i trasporti su ferrovia, navi e pullman, in modo da prevenire il venir meno della concorrenza tra i vari mezzi di trasporto.
Ci sembra una buona decisione, che porta ai livelli del costo della vita di oggi il compenso per il disagio, e, soprattutto, scoraggiando le compagnie aeree dal praticare l’overbooking, vista l’estrema disinvoltura con cui lo fanno oggi grazie all’eseguita’ degli importi che devono pagare a compensazione. L’invito inoltre, perche’ sia cosi’ anche per gli altri mezzi di trasporto, ci sembra un buon inizio, sperando che non si areni di fronte alle pressioni degli stessi Stati, visto che, per esempio, nel trasporto ferroviario e in buona parte di quello marittimo, la presenza statale e’ soverchiante, e quindi si tratterebbe di soldi che dovrebbero venire dalle casse degli specifici Erari nazionali.
Ma la questioni rimborsi non si puo’ fermare solo a questo aspetto. C’e’ la questione bagagli, che e’ tutt’altro che secondaria, visti anche gli ultimi episodi di cronaca giudiziaria che hanno coinvolto alcuni aeroporti italiani. Percio’ abbiamo scritto al presidente di questa commissione, l’eurodeputato italiano Luciano Caveri. E gli abbiamo posto il problema della esiguita’ dei rimborsi per le valigie smarrite e deteriorate. Oggi per i voli nazionali e’ previsto un rimborso di max 340,80 euro, che diventano 480 per i voli internazionali (Convenzione di Varsavia): cifre che sono decisamente inadeguate, non per chi incoscientemente mette in valigia l’oggetto di valore, ma per gli stessi abituali capi d’abbigliamento che uno si porta dietro (tra camicie, scarpe, capi d’abbigliamento vari e biancheria intima, e’ impossibile non sforare il tetto dei 480 euro). Un problema a cui abbiamo paventato la soluzione di un raddoppio degli attuali rimborsi con lo stesso meccanismo di indicizzazione all’aumento del costo della vita. Se il raddoppio delle cifre e’ stato utilizzato per i danni non-materiali da overbooking, a maggior ragione crediamo si potrebbe fare per i bagagli, dove i danni materiali sono tangibili.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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