Martedì 14 luglio 2026
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VENDITE AL DETTAGLIO FERME: IL SEGNALE DI UN’ECONOMIA ALTRETTANTO FERMA

Comunicato ·

PER RILANCIARE OCCORRE DEFISCALIZZAZIONE E LIBERALIZZAZIONE

Firenze, 2 Settembre 2002. I dati Eurostat sulle vendite al dettaglio durante il mese di giugno fanno sapere che, mentre in Eurolandia si registra una variazione annuale di –0,9% e, rispetto al mese di maggio –0,5%, in Italia c’e’ una crescita annuale dell’1,5% e uno 0,0% rispetto al mese precedente.
Stiamo parlando del mese di giugno, cioe’ uno di quei mesi dove alle tradizionali attivita’ di vendita si aggiunge anche quella delle vacanze estive in cui molti dei risparmi messi da parte finiscono per riversarsi nelle vacanze. E avere un mese di giugno identico a quello di maggio, non ci sembra un buon segnale economico. Anzi. Significa che i consumatori non stanno spendendo, e va da se’ che questo comportamento sia legato ai prezzi troppo alti di molti prodotti. E se i consumatori non spendono ci sono dei settori che ne stanno risentendo, e va da se’ che questi settori reagiranno con ulteriori aumenti dei prezzi.
In questi casi le risposte dell’esecutivo dovrebbero essere immediate e di rilancio, con politiche che facciano aumentare la circolazione delle merci e quindi un aumento di vendite e consumi. Ma non e’ cosi’, perche’ il nostro Esecutivo ha scelto il blocco delle tariffe. Cioe’ quello status quo che che e’ altrettanto per la situazione che ha impedito l’aumento della vendite al dettaglio.
Perche’ la circolazione sia favorita occorre che i prezzi scendano conservando la stessa qualita’ o migliorandola, a maggior ragione in un mercato in cui il consumatore e’ sempre piu’ consapevole delle sue scelte e attento alle stesse, e non e’ piu’ indotto al consumo solo rispetto alla quantita’ di strilli che una campagna pubblicitaria ad arte possa emettere. Qualcuno ha mai visto i prezzi scendere in una situazione di blocco? Sarebbe uno stupido suicidio per chi lo facesse, e sicuramente e’ una situazione che, anche per i prodotti che non sono direttamente coinvolti dal blocco, porta ad aumenti generalizzati.
Sara’ interessante la verifica dei dati che ci verranno comunicati per le vendite al dettaglio di luglio, agosto e settembre (che il sistema arcaico di rilevazione ci consente di sapere solo due mesi dopo …. chissa’ perche’ in Usa e si sanno il mese successivo ….), perche’ abbiamo l’impressione che non potranno che seguire questo trend negativo.
Ci domandiamo, e lo domandiamo al Governo e ai suoi dicasteri economici, se sia proprio il caso di continuare cosi’ verso il baratro, e non metter mano subito a tutti quei provvedimenti che potrebbero invertire la tendenza, cioe’ defiscalizzazione e liberalizzazione, a partire dal commercio per estendersi ovunque.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc
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