Martedì 27 ottobre 2026
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Il pallone pieno di droghe e telefonini. Carcere, città, campagne, case. L’Italia unita

Editoriale · Vincenzo Donvito Maxia ·

La settimana scorsa si è conclusa con la presidente del Governo che ha rinnovato, in una platea di sodali anche internazionali e tossicodipendenti in cura a San Patrignano, il proprio impegno perché il “flagello” della droga continui ad esser tale: per Meloni il “flagello” è quello dei tossicodipendenti e di chi consuma anche senza nessuna conseguenza sanitaria, mentre per tutti quelli che osservano scevri da ideologie, è la conseguenza del proibizionismo su umanità, istituzioni ed economie.

Interessanti - spesso quando parla “il capo” - le reazioni di alcuni sodali che, per essere “più realisti del re” dicono la propria: tra i tanti rileva l’on. Alfredo Antoniozzi: "La cannabis è la droga più pericolosa”. Bum!

 

E comunque, dopo queste performance, l’Italia, nel fine settimana appena trascorso, ha risposto come non avrebbe potuto fare altrimenti. Tra le nostre città - grossomodo le 110 capoluogo di provincia - mediaticamente abbiamo individuato attività illecite e criminali a Siracusa, Genova, Prato, Parma, Brescia, Rovigo, Perugia, Latina, Catania, Ferrara, Palermo, Napoli, Avellino, Bolzano, Savona, Sassari, Rieti, Varese, Belluno, Viterbo, Modena, Carrara, Frosinone, Ravenna, Bologna, Reggio Calabria, Matera, Massa, Benevento, Avellino, Marsala, Roma, Milano.

 

Per farci meglio capire i drammi di ognuno di questi luoghi, evidenziamo il pallone da calcio, grossolanamente ricucito e “scocciato” che, dopo potente destro, ha scavalcato i muri del carcere di Matera.. presto individuato dalle guardie carcerarie, che hanno fatto svanire il sogno di “estraniarsi” e comunicare di alcuni reclusi.

Poi Napoli, per non smentire certe nomee maligne non più di tanto, dove è stato denunciato per truffa uno spacciatore che aveva venduto ad un turista tedesco del sale spacciandolo per cocaina: giuridicamente interessante che la truffa si consumi anche quando si vende una sostanza legale al posto di altra illegale. E comunque, sempre Napoli “tiene duro” sul classico drone carico di droga abbattuto dalla Penitenziaria a Poggioreale.

A Perugia si accontentato solo di sequestrare sostanze illegali - che chissà come sono entrate - rinvenute in alcune celle del carcere di Capanne. 

A Roma l’operazione “alto impatto” (ma chi e come decide i nomi?) delle forze di polizia con diversi arresti.

A Siracusa il business illegale è stato utilizzato per far meglio profittare quello legale: sala giochi con alcolici e droghe. Mentre, sempre in Sicilia, a Catania, uno spacciatore con tanto di coltello a serramanico è stato arrestato davanti ad una scuola. Catania che in questi giorni si concentra su un processo contro una guardia carceraria che, con altri, faceva il proprio business con Kalashnikov e droghe. E sempre delinquenza insulare, a Marsala è stata smantellata un’impresa di economia domestica: padre e figlio che coltivavano in casa un po’ di erba.

Per capire il dispiegamento delle forze di polizia (così come ci ha ricordato Meloni da San Patrignano), sono stati 30 agenti che a Belluno hanno dimostrato di essere all’altezza del compito assegnato: 150 arresti in una giornata, tra movida e dintorni.

Infine, con tutti i limiti della nostra raccolta di dati mediatici, nonostante più di qualcuno ci voglia convincere che gli immigrati clandestini, e non solo, siano tra i principali artefici del nostro disordine pubblico, ne abbiamo scopero uno (1,00), senza permesso di soggiorno, che è stato arrestato a Savona… chissà se e come avrebbe spacciato queste sostanze se le stesse fossero state legali e se a lui fosse stato concesso di non essere illegale.

 

Qui i numeri sui danni/costi del proibizionismo in Italia la settimana scorsa e dall'inizio dell'anno

 

 

Qui il video sul canale YouTube di Aduc

 

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