Lunedì 8 giugno 2026
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British Columbia abbandona la depenalizzazione delle droghe pesanti: crollo del consenso

AMERICHE - CANADA
Notizia ·

Il più ambizioso esperimento nordamericano di depenalizzazione delle droghe si è concluso con un fallimento politico. La provincia canadese della British Columbia ha chiuso il proprio programma pilota triennale dopo che il sostegno popolare all'iniziativa si è sgretolato, travolto da crescenti preoccupazioni sulla sicurezza pubblica e sull'uso visibile di sostanze negli spazi comuni.

 

Come riporta il Western Standard, il programma era partito nel gennaio 2023, quando il governo federale canadese aveva concesso alla British Columbia una deroga speciale alla legge sulle sostanze controllate. L'esenzione permetteva agli adulti di detenere fino a 2,5 grammi di alcune droghe illegali — oppioidi, cocaina, metanfetamina ed MDMA — senza incorrere in sanzioni penali, con l'obiettivo dichiarato di ridurre lo stigma e spingere le persone dipendenti a cercare aiuto senza temere l'arresto.

 

Il 14 gennaio 2026, la ministra della Salute provinciale Josie Osborne ha annunciato che il governo non avrebbe rinnovato l'esenzione, lasciando scadere il programma il 31 gennaio. La ministra ha ammesso che il progetto pilota «non ha prodotto i risultati sperati», senza però specificare in che misura la politica fosse venuta meno agli obiettivi prefissati. Tra i fattori espliciti della decisione, Osborne ha citato le lamentele sull'uso di droghe in luoghi pubblici e il deterioramento percepito della sicurezza nelle comunità.

 

Le critiche si erano accumulate fin dai primi mesi: parchi, spiagge e giardini pubblici erano diventati teatro di consumo aperto di sostanze, su cui la polizia dichiarava di avere poteri limitati di intervento, dato che la depenalizzazione originaria non prevedeva restrizioni esplicite sugli spazi di consumo. L'opposizione conservatrice aveva cavalcato casi di siringhe e altri materiali da consumo trovati in aree frequentate da bambini, alimentando il dibattito sulla sicurezza delle famiglie.

 

I dati sull'opinione pubblica confermavano l'erosione del consenso. Nelle settimane precedenti all'avvio del programma, il sostegno alla depenalizzazione in British Columbia oscillava tra il 49 e il 66 per cento della popolazione. Una rilevazione condotta da Ipsos tra marzo e aprile 2024, nel secondo anno di attuazione, fotografava già un capovolgimento: il 41 per cento degli adulti si dichiarava contrario alla depenalizzazione, il 33 per cento a favore e il 26 per cento neutro o incerto. Il programma era esplicitamente nato con ampio consenso da parte di politici, forze dell'ordine e associazioni di settore, ma tale sostegno si era rapidamente dissolto di fronte all'impatto visivo quotidiano del consumo di sostanze.

 

La valutazione scientifica dei risultati è rimasta controversa fino alla fine. Uno studio della Dalhousie University e del Bruyère Health Research Institute, pubblicato nel 2025 sulla rivista JAMA, aveva rilevato che la depenalizzazione era associata a una marcata riduzione degli episodi di possesso segnalati dalla polizia, ma che «i risultati non supportano la depenalizzazione in isolamento come politica efficace nel ridurre i danni da overdose». D'altra parte, alcuni ricercatori avvertivano che il programma stava conseguendo gli obiettivi per cui era stato progettato — meno criminalizzazione dei consumatori, maggiore accesso ai servizi — e che definirlo un fallimento era fuorviante.

 

L'Ufficio provinciale della Salute, guidato da Bonnie Henry — che aveva sostenuto la depenalizzazione fin dal 2019 — si è detto deluso ma non sorpreso dalla scelta. Henry aveva sottolineato che la politica era nata per interrompere il ciclo della recidiva criminale legata alla dipendenza, ma che la sua attuazione era stata segnata da difficoltà comunicative e da un contesto politico ostile, con elezioni municipali dominate dai temi della sicurezza e dell'ordine pubblico avvenute proprio mentre il programma veniva avviato.

 

Anche il parallelo con l'Oregon — dove un analogo esperimento di depenalizzazione era collassato sotto pressioni simili — ha pesato nel dibattito. Il programma della British Columbia durava da soli 20 mesi quando, nel maggio 2024, era già stato parzialmente smantellato con un emendamento che vietava il possesso e il consumo di droghe negli spazi pubblici. Quella modifica aveva ulteriormente complicato l'attuazione, con alcune municipalità che avevano emanato ordinanze locali più restrittive e altre che avevano chiuso siti di consumo supervisionato, minando di fatto le premesse stesse della riforma.

 

Il governo provinciale ha annunciato che proseguirà gli investimenti nel sistema delle dipendenze attraverso altri strumenti: oltre 550 milioni di dollari canadesi stanziati per il 2025-2026, nuovi posti letto per i trattamenti, servizi di riduzione del danno e programmi di cura integrata per giovani e adulti. Ma la stagione della depenalizzazione in Canada, almeno per ora, è formalmente chiusa.

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