BTp Italia 2030 e 2032: cedola di giugno agganciata all'inflazione di aprile
I possessori dei BTp Italia con scadenza 2030 e 2032 si preparano a incassare, nel mese di giugno, la cedola semestrale il cui importo sarà determinato dall'andamento dell'inflazione italiana di aprile 2025. Come riporta Investireoggi, il meccanismo di indicizzazione prevede un ritardo di due mesi: la cedola di giugno viene quindi agganciata ai dati di aprile sull'indice FOI (Famiglie di Operai e Impiegati, escluso il tabacco), rispettivamente al 28 aprile per il bond 2030 e al 4 aprile per il bond 2032.
I dati ufficiali dell'indice FOI per aprile non sono ancora disponibili: l'Istat li pubblicherà il prossimo 16 maggio. Tuttavia, è possibile formulare stime basandosi sull'indice NIC (Nazionale per la Collettività), che mostra una correlazione elevatissima con il FOI nelle variazioni mensili. La differenza principale tra i due indici riguarda i pesi assegnati alle voci di spesa — sul FOI pesano di più abitazione e trasporti — e il fatto che il NIC include i prezzi dei tabacchi, esclusi invece dal calcolo delle cedole dei BTp Italia. Poiché ad aprile i prezzi dei tabacchi sono aumentati del 3,3% su marzo, la crescita del FOI dovrebbe risultare leggermente inferiore a quella del NIC, pur non di molto.
Per il BTp Italia 2030 (ISIN: IT0005497000), le stime indicano una rivalutazione semestrale di circa il 2,5%. Sommata al tasso reale minimo garantito dello 0,8%, si ottiene una cedola complessiva lorda di circa il 3,3%, pari a 33 euro lordi ogni 1.000 euro di capitale nominale, ovvero quasi 29 euro al netto dell'imposta del 12,5% sui titoli di Stato. Un salto netto rispetto alla cedola di dicembre scorso, che si era fermata allo 0,907% lordo.
Per il BTp Italia 2032 (ISIN: IT0005648255), il riferimento è all'indice FOI del 4 aprile: poiché i prezzi sono saliti in modo significativo nel corso di aprile, solo una parte dell'incremento mensile influirà sul calcolo. La rivalutazione semestrale è stimata ad almeno l'1,3%, che sommata al tasso reale dello 0,925% porta la cedola complessiva di giugno intorno al 2,20%, ossia circa 22 euro lordi per ogni 1.000 euro nominali (più di 19 euro netti). Anche in questo caso si tratta di un aumento rispetto all'1,158% corrisposto a dicembre.
Sui mercati secondari, i prezzi del BTp Italia 2032 scontavano, a fine della scorsa settimana, un'inflazione media attesa del 2,20% per i prossimi sei anni in Italia. Alla fine di febbraio, prima dello scoppio del conflitto in Iran, la stima era inferiore all'1,40%. L'accelerazione delle aspettative di inflazione ha spinto al rialzo le quotazioni di questi titoli, segnalando una crescente domanda di protezione del potere d'acquisto da parte degli obbligazionisti.