Sabato 8 agosto 2026
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Burrito da 20 dollari: il simbolo del distacco di Trump sul costo della vita

AMERICHE - USA
Notizia ·

Un burrito da 20 dollari al college. Da lì è partita, sui social americani, una polemica che ha messo a nudo le contraddizioni interne al mondo conservatore statunitense sul tema del costo della vita. Come riporta il Washington Examiner, tutto è cominciato con un post su X di Andrew Kolvet, portavoce di Turning Point USA, che citava la lamentela di uno studente universitario: un burrito non dovrebbe costare 20 dollari. Kolvet ha aggiunto che, pur riconoscendo che parte del problema sia un'eredità dell'inflazione post-Covid e dell'era Biden, "l'esperienza vissuta è la stessa: sembra che le cose di base costino troppo."

La reazione nel campo conservatore è stata immediata e tutt'altro che compatta. Marc Thiessen, ex speechwriter di George W. Bush e commentatore vicino a Trump, ha risposto con sprezzante sarcasmo, liquidando la questione. Il vicepresidente JD Vance, invece di difendere le politiche economiche dell'amministrazione, ha scelto di rispondere con un attacco personale nei confronti di Thiessen. Poche ore dopo, in un'intervista su Fox News, Vance ha scaricato la responsabilità del caro vita su quarant'anni di politiche economiche sbagliate e sui progressisti.

 

Ben Shapiro ha negato che un burrito possa davvero costare 20 dollari, mentre il deputato Dan Crenshaw ha consigliato agli studenti di "smettere di lamentarsi, trovare un lavoro e mangiare ramen come abbiamo fatto tutti noi al college." L'insieme di queste reazioni si è tradotto, nella sostanza, in un messaggio ai consumatori in difficoltà: arrangiatevi.

 

Secondo il Washington Examiner, questo atteggiamento mette in luce una difficoltà ricorrente per l'amministrazione Trump e per il Partito Repubblicano in senso più ampio: convincere gli elettori di avere soluzioni concrete, sia nel breve che nel lungo periodo, per alleviare le pressioni economiche quotidiane di milioni di americani.

 

I dati confermano il disagio reale. Un sondaggio Washington Post-Ipsos del luglio 2026 su oltre 2.600 adulti ha rilevato che il 65% degli americani considera i generi alimentari non accessibili economicamente. La quota sale all'82% tra chi guadagna meno di 50.000 dollari l'anno, al 70% nella fascia 50.000-100.000 dollari, e rimane al 56% anche tra chi supera i 100.000 dollari. Un sondaggio AP-NORC dell'agosto 2025 aveva già documentato che il 53% degli adulti indica le spese alimentari come una fonte di stress significativa.

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