Le Borse europee coi nervi a fior di pelle
Ieri, i nervi delle Borse europee (e degli investitori) sono rimasti a fior di pelle davanti allo stallo dei colloqui Usa-Iran, con il Vecchio Continente che non riesce a farsi contagiare né dall’ottimismo Wall Street, né dalla corsa del tech, chiudendo quasi del tutto in rosso. Con il “pendolo” della geopolitica che oscilla dal rischio escalation a nuovi negoziati, i listini sono apparsi delusi dalla mancanza di segnali che indichino una possibile soluzione diplomatica per il Medio Oriente e per lo stretto di Hormuz, con il Brent che è risalito a 106 dollari. Le Borse si sono mantenute in ogni caso sensibili a ogni segnale, come testimonia il parziale recupero verso metà seduta sulla speranza di un nuovo round di colloqui fra Washington e Teheran, subito spento dalla notizia che Mohammad Bagher Ghalibaf avrebbe lasciato per disaccordi interni il ruolo di capo delegazione iraniano in vista dei negoziati a Islamabad (dove è atteso il ministro degli Esteri, Abbas Araqchi). In questo contesto, il Ftse Mib di Milano ha chiuso in territorio negativo a -0,52%. Andamento simile per gli altri listini del Vecchio Continente: Parigi -0,8%, Francoforte -0,1%, Madrid -1,1%, con la sola Amsterdam in controtendenza a +0,6%.
(IlSole24Ore)