Svezia: via libera al riconoscimento facciale in tempo reale per la polizia
Il parlamento svedese ha approvato una legge che autorizza la polizia ad utilizzare il riconoscimento facciale in tempo reale (Live Facial Recognition, LFR) in un insieme circoscritto di situazioni gravi. Come riporta Biometric Update, la nuova normativa entrerà in vigore il 1 luglio 2026, contestualmente ad alcune modifiche alla legge svedese sull'accesso pubblico e il segreto degli atti.
I casi in cui la tecnologia biometrica potrà essere impiegata sono tassativamente elencati: ricerca di persone sospettate di essere vittime di rapimento, tratta di esseri umani o sfruttamento; localizzazione di persone scomparse che si ritiene abbiano subito un reato; situazioni in cui esiste un rischio imminente che qualcuno commetta un reato grave che metta in pericolo la vita o l'incolumità fisica di altri, o abbia già commesso un reato punibile con almeno quattro anni di reclusione; infine, per dare esecuzione a sentenze già emesse nei confronti di condannati per reati della stessa gravità.
L'impiego della tecnologia deve essere proporzionato e "assolutamente necessario", e in linea di principio richiede una preventiva autorizzazione del tribunale. In casi urgenti — ad esempio quando una persona è ritenuta pericolosa per l'ordine pubblico, quando esiste il rischio che commetta ulteriori reati o che lasci il paese — la polizia può fare ricorso al riconoscimento facciale senza attendere il via libera del giudice, ma deve presentare domanda di autorizzazione entro 24 ore. La valutazione sulla proporzionalità avverrà caso per caso, tenendo conto della gravità del reato e dell'eventuale impatto su terzi.
La decisione giunge in un contesto di forte preoccupazione per la violenza delle bande criminali: negli ultimi tre anni, 23 persone estranee ai conflitti tra gang sono state uccise e 30 ferite in sparatorie legate al crimine organizzato. La nuova legge prevede anche la supervisione da parte dell'autorità garante della privacy svedese e il rispetto dell'AI Act europeo, che consente alcuni usi della identificazione biometrica in tempo reale da parte delle forze dell'ordine in circostanze strettamente definite e soggette a garanzie giudiziarie e regolamentari.