Sabato 15 agosto 2026
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Ultima estate legale per la carne di cane, divieto in vigore dal 2027

ASIA - COREA DEL SUD
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La terza e ultima giornata del boknal 2026 — il tradizionale periodo considerato il più caldo dell'estate coreana — ha avuto quest'anno un sapore di addio. Come riporta The Straits Times, è stata l'ultima ricorrenza estiva prima che entri pienamente in vigore, nel febbraio 2027, il divieto nazionale di allevamento, macellazione e vendita di cani destinati al consumo alimentare.

 

Per decenni, i tre giorni di boknal erano tra i più affollati per i ristoranti specializzati in carne di cane, con i clienti che ricercavano cibi tradizionali considerati energizzanti per affrontare il caldo. Oggi lo scenario è profondamente cambiato. Al mercato di Moran, a Seongnam, vicino a Seul — un tempo uno dei principali snodi del commercio di carne di cane in tutto il paese — le viuzze tra i ristoranti erano sì frequentate, ma molti esercizi hanno già convertito la propria offerta al ragù di capra nera e ad altri piatti alternativi. I pochi clienti rimasti a ordinare la bosintang, la tradizionale zuppa di carne di cane, erano in larga parte anziani.

 

Kim Yong-book, presidente dell'associazione dei commercianti del mercato di Moran, che lavora in quella zona da oltre quarant'anni, descrive un'atmosfera ormai rarefatta: quello che era un vivace polo commerciale si è trasformato, a suo dire, in un luogo frequentato quasi esclusivamente da persone anziane.

 

Il divieto sancisce il punto d'arrivo di un lungo declino del consumo di carne di cane, trainato dalla crescente diffusione degli animali domestici e da un cambiamento profondo nell'opinione pubblica in materia di benessere animale. Il parlamento sudcoreano aveva approvato la legge nel gennaio 2024, con un voto di 208 favorevoli e nessun contrario, vietando allevamento, macellazione, distribuzione e vendita di cani per uso alimentare. La norma ha concesso un periodo transitorio di tre anni — pienamente operativo da febbraio 2027 — e prevede pene fino a tre anni di reclusione e multe per i trasgressori. Va precisato che il semplice consumo di carne di cane non sarà soggetto a sanzione penale: il divieto colpisce la filiera commerciale, non l'atto del mangiare in sé.

 

Le autorità hanno garantito sostegno agli allevatori, ai distributori e ai ristoratori colpiti dalla misura, che saranno tenuti a presentare un piano di dismissione delle proprie attività. Per il ristoratore Lee Kang-chun, ex presidente dell'associazione di categoria con trentasette anni di attività nel settore, il cambiamento suscita sentimenti contrastanti: ritiene giusto porre fine al consumo di carne di cane, tenuto conto dell'immagine internazionale della Corea del Sud e dell'evoluzione della sensibilità sociale, ma fatica a nascondere la tristezza quando parla dei suoi clienti — molti tra i settanta e i novant'anni — che percorrono lunghe distanze per consumare un pasto che credono restituisca le forze.

 

Secondo i dati del ministero dell'Agricoltura sudcoreano, nel 2022 erano attivi quasi 1.700 ristoranti specializzati e circa 1.150 allevamenti destinati alla produzione di carne di cane, numeri già in forte calo rispetto agli anni precedenti.

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