Giovedì 13 agosto 2026
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Disinformazione sanitaria online: colpire il modello economico, non solo i falsi miti

Articolo · Redazione ·

La disinformazione in campo medico non prospera per caso: è un affare redditizio, alimentato da pubblicità, vendita di prodotti alternativi e contenuti virali che generano clic e guadagni. È questa la tesi centrale di un articolo di opinione pubblicato da STAT News, che prende le mosse da un caso emblematico: la diffusione capillare di false notizie sulle statine, i farmaci per abbassare il colesterolo tra i più studiati e prescritti al mondo.

 

Secondo gli autori, smontare le bugie mediche una per una — il cosiddetto fact-checking — non è sufficiente. Le smentite raggiungono un pubblico limitato, mentre i contenuti fuorvianti continuano a circolare perché chi li produce ci guadagna: attraverso inserzioni pubblicitarie, affiliazioni a integratori e rimedi alternativi, o semplicemente grazie all'engagement che le notizie allarmistiche generano sulle piattaforme digitali.

 

Il caso delle statine è particolarmente illustrativo. Sui social media, questi farmaci vengono spesso dipinti come pericolosi o inutili, con post che amplificano gli effetti collaterali e minimizzano i benefici documentati. Come segnalato anche dalla rivista American Journal of Preventive Cardiology, chi smette di assumere le statine sulla base di queste informazioni false si espone a un rischio concreto di infarto o ictus invalidante. Eppure i contenuti anti-statine continuano a moltiplicarsi, perché dietro molti di essi c'è qualcuno che vende integratori o prodotti "naturali" alternativi.

 

La proposta degli autori è netta: per contrastare davvero la disinformazione sanitaria occorre intervenire sulle sue fonti di finanziamento. Ciò significa misure regolatorie strutturali — rivolte alle piattaforme, agli inserzionisti, ai venditori di prodotti pseudoscientifici — capaci di rendere economicamente non conveniente la produzione e la diffusione di false informazioni mediche. Senza toccare il modello di business che la sostiene, ogni correzione rimarrà un rimedio parziale e inefficace.

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