Martedì 21 luglio 2026
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Migrazioni verso l'Europa nel 2025: meno sbarchi, ma rotte più complesse

Articolo · Redazione ·

Il calo degli attraversamenti irregolari verso l'Europa nel 2025 non racconta da solo la storia dei flussi migratori. È quanto emerge da un'analisi pubblicata da Neodemos, la rivista demografica italiana, che invita a leggere i dati con maggiore profondità.

 

Secondo Frontex, nel 2025 gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell'Unione europea sono diminuiti del 26% rispetto al 2024. Nello stesso periodo, le domande di asilo nell'area EU+ — che comprende i 27 paesi UE più Norvegia e Svizzera — sono calate del 23% nella prima metà dell'anno, stando ai dati dell'EUAA (Agenzia dell'Unione europea per l'asilo).

 

Questa contrazione, tuttavia, va letta nel contesto dell'intensificazione delle politiche europee di controllo delle frontiere. Come osserva Neodemos citando l'Annual Global Overview of Migration Routes 2025 pubblicato dall'OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) nell'aprile 2026, tali strategie non incidono soltanto sul volume dei flussi, ma ne modificano anche la geografia, la composizione per nazionalità e le modalità di viaggio. In altre parole, il calo degli arrivi non coincide necessariamente con una riduzione della mobilità: più spesso si accompagna allo spostamento delle rotte verso altri percorsi.

 

Sul Mediterraneo Centrale — la rotta principale per l'Italia, che collega le coste libiche e tunisine a Italia e Malta — i volumi sono rimasti sostanzialmente stabili: 66.562 arrivi nel 2025, quasi identici ai 66.855 dell'anno precedente. Il cambiamento più evidente riguarda la composizione per nazionalità: i cittadini siriani sono diminuiti dell'89%, calo riconducibile alla transizione politica avvenuta in Siria nel dicembre 2024 e ai conseguenti mutamenti nelle politiche di asilo degli Stati membri dell'UE.

 

Di segno opposto è l'evoluzione dei flussi dal Bangladesh. Tra il 2024 e il 2025 gli arrivi di cittadini bangladesi attraverso il Mediterraneo Centrale sono aumentati del 42%, passando da 14.397 a 20.416 persone, fino a rappresentare il 31% di tutti gli arrivi su questa rotta — la quota più elevata mai registrata per una singola nazionalità. Si tratta di un trend pluriennale che interessa persone che raggiungono la Libia attraverso percorsi articolati, spesso utilizzando inizialmente canali di ingresso regolari.

 

L'analisi evidenzia come sulla rotta del Mediterraneo Centrale convivano sempre più spesso persone con percorsi migratori, motivazioni e bisogni di protezione molto diversi tra loro — una complessità che i dati aggregati tendono a nascondere, ma che assume particolare rilievo sia sul piano delle politiche migratorie sia su quello della tutela del diritto di asilo.

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