Simboli religiosi a scuola. Crocifisso e hijad non sono simili? Sì ma ‘solo’ per la Costituzione

La presidente del Consiglio dei ministri ha annunciato che nelle scuole sarà vietato indossare il burqa e l'hijab. Premesso che il burqa (anche se chiediamo se qualcuno ne abbia mai visto uno a scuola...) è già vietato in quanto in classe, come accade per chiunque intenda seguire le lezioni con un casco, non è consentito non mostrare i caratteri somatici del proprio volto, altro discorso per lo hijab, copricapo religioso. Simbolo religioso al pari della kippah ebraica e del crocifisso cattolico.
Che si fa, visto che l’art. 19 della Costituzione consente qualunque esposizione e propaganda della propria religione tranne che sia contrario al buon costume?
Si stabilisce che lo hijab è contrario al buon costume?
Magari poi, visto che molte nostre istituzioni sventolano drappi di Stati islamici, altrettanta contrarietà per la kippah?
Mantenendo, ovviamente, il crocifisso cattolico che, per essere giustificato, occorrerebbe una modifica dei Patti Lateranensi- art. 7 Costituzione (dopo la modifica del 1984 che aveva abrogato la cattolica come religione di Stato)?
Forse è il caso di dare un’occhiata alla legislazione francese in materia, che vieta l'ostentazione di simboli religiosi nelle scuole pubbliche. Certo, sappiamo che Macron non è amato dalla Meloni, ma sull’argomento sono d’accordo anche i suoi amici Le Pen e Bardella.
Tutto è possibile. Anche e soprattutto modificare i patti con Stati stranieri come quello del Vaticano, nonché modificare la Costituzione. Ma che lo si faccia. La cosa peggiore è dare esempio di violazione costante delle leggi, soprattutto a quegli studenti che si dicono di voler tutelare con queste presunte prossime disposizioni.
Qui il video sul canale YouTube di Aduc