Martedì 14 luglio 2026
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ALIMENTI: POVERO CONSUMATORE!

Comunicato ·



Roma, 15 luglio 2002. Non c'e' pace per il consumatore. I carabinieri scoprono che una pescheria su due non rispetta le norme igieniche, cioe' "so' zozzi", a Napoli le cozze vengono allevate sotto Castel dell'Ovo, a Potenza si usano mangimi avariati, ad Ancona le date sulle etichette sono contraffate, a Milano i pesci africani diventano mediterranei. La Commissione europea mette in mora l'Italia, cioe' il Governo italiano, perche' non rispetta le norme sulla protezione delle acque dall'inquinamento dei nitrati usati in agricoltura, i quali, secondo uno studio pubblicato dal Journal of Andrology, hanno un effetto negativo sulle prestazioni sessuali, il salumificio Goretti di Cassano d'Adda e' sotto sequestro perche' prosciutti e mortadelle andavano a male. Non va meglio nel resto d'Europa, perche' dopo lo scandalo del Nitrofene, il pesticida cancerogeno, trovato anche nei prodotti biologici, si scopre che in Olanda e in Belgio gli allevatori aggiungevano un ormone (Mpa) proibito nel mangime dei maiali, il che comportera' la chiusura del 20% degli allevamenti di suini nel paese dei mulini, in Francia i salumi commercializzati sotto il marchio Stoeffler, Durano, e Claude Leger sono stati ritirati perche' contaminati dalla listeria. La Commissione europea ha dovuto elaborare un nuovo test genetico per poter distinguere il sesso del bestiame, con l'obiettivo di impedire le frodi che fanno passare la carne di mucca per quella di bue, e ottenere cosi' sovvenzioni piu' elevate.
Insomma -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc- il consumatore non ha pace, deve continuamente tutelarsi dall'affarista di turno che cerca di fregarlo. Non ce' scampo, a meno che il consumatore da suddito non impari a diventare cittadino, a farsi cioe' il primo controllore dei prodotti in commercio. Strada lunga......



SICCITA'

Roma, 16 luglio 2002. Puntuale come un orologio arriva la siccita'. Tutto scritto, tutto previsto. Compresa l'incapacita' dei governi che in questi anni si sono avvicendati a Palazzo Chigi. L'acqua c'e', occorre utilizzarla con intelligenza, programmare interventi sul lungo periodo, investire con criterio, ecc. Tutte qualità raffigurate da Ambrogio Lorenzetti, nella "Allegoria ed effetti del buon governo", in splenditi affreschi nel Palazzo Pubblico di Siena nel 1340. Chissa' se potremo godere degli effetti del buon governo anche noi -dichiara Primo Mastrantoni, segretario dell'Aduc. I presupposti lasciano poca speranza. Che l'acqua in Sicilia ci sia e' noto fin dagli anni '50, secondo studi del CNR e dell'Agip, ma non se n'e' fatto nulla, anzi si e' sperperato in altri investimenti, piu' redditizi per qualcuno, ovviamente. Che dire della legge Galli del 1994 (!!!), sulla ottimizzazione dei bacini idrici, che proprio nel sud e' rimasta lettera morta? Che dire del Piano trentennale di sistemazione del territorio, elaborato nel 1970 (!!!) dalla commissione presieduta dal prof. G. De Marchi? Aspettiamo la prossima frana? Di soldi ce ne sono pochi e allora perche' impegnarli nella costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina? Serviranno circa 5 milioni di euro (pensiamo che raddoppieranno). Si tratta di scegliere le priorita': meglio l'acqua o il Ponte? Meglio sistemare il territorio o il Ponte? Meglio utilizzare e sviluppare la tecnologia di desalinizzazione o il Ponte? A proposito di desalinizzazione costatiamo che la maggior parte del globo terrestre e' sommersa da acqua. Salata, certo, ma che puo' essere trasformata in acqua dolce, senza sconvolgere gli assetti idrogeologici e senza subire la siccita' di turno. Questo vale per l'Italia e per il resto della Terra. Troppo facile?
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